Risate e velata amarezza sul palco de “La scena”

di Barbara Polin

Una domenica mattina, due mondi si scontrano: sono Lucia e Maria, amiche fin da ragazzine, che nella recita di un monologo  riversano  il loro modo opposto di essere donne ormai mature.

Da un lato troviamo Lucia, interpretata da Angela Finocchiaro, che, delusa dagli uomini reali, nutre amore per i personaggi maschili delle opere teatrali in cui recita. Dall’altro la fronteggia Maria -Maria Amelia Monti-, che la schernisce recitandone lo stesso pezzo, così malinconico nell’interpretazine di Lucia, con energia sensuale e passione carnale. Infatti, tanto la prima è rassegnata e restia ad avere flirt e relazioni,  tanto la seconda si dedica alla ricerca del principe azzurro. A ogni delusione amorosa promette a se stessa e all’amica di essere più selettiva in fatto di partner e di chiedere a questi il nome, il cognome e l’indirizzo, ma ad ogni incontro se ne dimentica.

E’ successo anche per l’ultimo uomo, sedotto ad una festa e portato a casa, che al momento del risveglio, quella domenica mattina, non ha più trovato al suo fianco.

L’amante, un ragazzo poco più che ventenne, compare all’improvviso in mutande al centro del salotto della camera in cui dormiva, quando Maria è a preparare il caffè, e nei fumi dei postumi, scambia Lucia per la donna con cui si è intrattenuto durante la notte. Lucia si presta all’equivoco, e Maria ha così modo di raccontare, un po’ per ripicca e un po’ per liberazione, la vita dell’amica, narrandone la rabbia, il rapporto difficile con i genitori, le sconfitte, anche se immediatamente dopo sarà Lucia a rivelare, sempre con la sua voce, i lati tristi della sua amica più avventurosa.

Lo sfogo delle due donne si ritorce poi contro Luca, il toy boy, e si riempie di scherno e di cattiveria finché il ragazzo sbotta. Grida, si agita per la scena, dimostra tutta la sua frustrazione per il fatto di essere considerato inadeguato e piccolo. Nella sua rabbia parla della madre, dal carattere più virile di quello del padre, e accusa le due amiche di essere opprimenti e incontentabili esattamente come lei, proprio loro che si lamentano tanto degli uomini che hanno incontrato sulla loro strada e che le hanno abbandonate.

La commedia, diretta e sceneggiata da Cristina Comencini, porta in scena un incontro fra generazioni e uno scontro fra l’essere uomini giovani e donne mature. Per quanto riguarda il primo aspetto, è la Finocchiaro a sostenere il confronto con il giovane attore Stefano Annoni, con il suo carisma e il suo humor ormai rodato; entrambi sono in una fase insoddisfacente della propria vita, perché bloccata nell’incapacità di prenderne in mano gli aspetti critici. Più efficace è la rappresentazione dello scontro, seppure realizzata in modo stereotipato, dell’essere donna e dell’essere uomo oggi: Maria si comporta con  maggiore libertà e autonomia rispetto agli altri due, eppure è sola, esattamente come loro, e avanza le stesse richieste di amore e di rispetto in una relazione stabile  come  Lucia e il giovane Luca.

Luca, invece, vuole mostrare di essere forte esibendosi in mosse di taek-wondo davanti alle due donne, vuole dimostrare di essere un uomo, non un toy boy in mutande nel salotto di una madre separata. Ma tutto quello che riesce a fare, dopo che il transfer della figura materna ne ha sfogato l’aggressività, è di accoccolarsi come un bimbo tra le braccia di Maria. L’impressione è che, a differenza delle figure delle due donne, questo personaggio non si dispieghi in tutte le sue potenzialità.

“La scena” è un’opera leggera ed ironica. Sebbene a tratti manchi di verve comica, si dimostra in grado di strappare una risata con l’efficace parodia del percorso che dovrebbe portare i protagonisti a divenire uomini e donne felici. La scelta del leggerezza è evidente anche nei momenti più amari: l’amarezza resta velata, raramente l’ironia diventa sarcasmo. “La scena” sposa il sorriso e ci impernia la narrazione, ma non dimentica la riflessione.

Be the first to comment

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: