Russia, gasdotti e un nuovo mondo post-occidentale

Sergey Lavrov alla Conferenza di Monaco sulla Sicurezza (Wikimedia Commons)

In occasione della Conferenza annuale sulla Sicurezza che ha avuto luogo a Monaco a febbraio, il ministro degli esteri russo Sergey Lavrov ha tenuto un discorso che è possibile riassumere efficacemente in 3 parole chiave: mondo post occidentale.

“If you want, you can call it a post-West world order” sono state le esatte parole del ministro, che ha descritto le azioni russe in materia di difesa a partire da questo assunto: si tratta di un mondo di “bilateral relations”, nel quale le nazioni si impegnano a trovare un equilibrio tra i propri interessi e i gli interessi dei partner nel rispetto del diritto internazionale. I rapporti di buon vicinato che la Russia si propone di costruire seguono una linea che va da Vancouver a Vladivostok: quella da Stettino a Trieste non ha più ragione di esistere.

Il passato sembra essere lasciato alle spalle, in quanto l’analisi di Lavrov è proseguita con la “demolizione ideologica” della NATO, reputata una istituzione ancorata alla guerra fredda. Le sue dichiarazioni non possono passare inosservate e inascoltate se si considera che al contempo sta prendendo vita il Nord Stream 2: questo gasdotto ha un “fratello minore”, il Nord Stream, il cui progetto è nato nel 1997 da un accordo tra Gazprom e Neste, compagnia petrolifera finlandese.

Questa prima “autostrada di gas naturale” ha segnato una svolta nel passaggio di risorse dalla Russia al continente, dal momento che il gasdotto non attraversa nessun paese “terrestre”, tra cui Polonia e Ucraina, preferendo il passaggio nel mar Baltico da Vyborg a Greifswald. Da quest’ultima città tedesca 55 miliardi di metri cubi annui di gas vengono distribuiti in tutta Europa.

Percorso del North Stream, a cui si affiancherà il North Stream 2 (Wikipedia)

Il secondo Nord Stream, i cui primi tubi sono stati rivestiti all’inizio del 2017, proprio mentre Lavrov era a Monaco, punta a creare un legame economico russo-europeo ancora più forte. I due gasdotti combinati raddoppieranno infatti il quantitativo di gas verso l’Europa fino a 110 miliardi di metri cubi annui di gas. Economia e difesa sembrano così trovarsi sulla stessa lunghezza d’onda nel mondo post-occidentale: le relazioni di buon vicinato si inseriscono in una logica di interessi economici, in cui Gazprom ha una notevole voce in capitolo (costituisce difatti il 51% della Nord Stream AG).

Il nuovo sistema a cui Lavrov ha fatto riferimento pare, come detto, scorporarsi dal passato. Ciò è vero solo in parte, in quanto permangono vecchie tensioni con vecchi nemici: gli Stati Uniti d’America. Washington non ha tardato a dire la sua sul Nord Stream 2, anche se indirettamente. A giugno il Senato statunitense ha infatti approvato un emendamento ad una proposta di legge per rafforzare le sanzioni alla Russia sulle vicende ucraine, confermate a luglio dalla Camera.

Simili sanzioni vanno a colpire le imprese europee coinvolte nella costruzione del gasdotto, soprattutto quelle dei paesi maggiormente interessati geograficamente. La Germania è uno di questi, e come la Russia è interessata dal doppio binario del globo post-occidentale: continuare a sostenere la costruzione del Nord Stream 2 per tutelare i propri interessi economici o far prevalere le relazioni di buon vicinato creando un fronte unico europeo a favore delle sanzioni contro la Russia? In uno scenario del genere per Mosca è di vitale importanza aggirare l’ostacolo in ogni modo, vale a dire i gasdotti passanti per l’Ucraina verso l’Europa occidentale. Quale migliore soluzione di un nuovo gasdotto passante per il Baltico?

Le dichiarazioni di Lavrov, Nord Stream 2 e i mai sopiti contrasti tra Russia e Stati Uniti: questi tre elementi offrono importanti spunti per tracciare il futuro degli assetti internazionali dal punto di vista russo, in cui per orientarsi un manuale di diritto internazionale diverrà più utile di una cartina geografica.

Ti potrebbero interessare anche:

Be the first to comment

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: