Sconfinando – A passeggio per Pescara, la città senza storia.

Tra le 87 città di provincia che compongono il Belpaese Pescara non è certo tra i più popolari, eppure il capoluogo adriatico non ha niente da invidiare a destinazioni ben più blasonate. Con un clima più che mite d’inverno e decisamente caldo nei mesi estivi, la città è senza dubbio il cuore pulsante della regione e ci sono buone probabilità che un ipotetico viaggio in Abruzzo parta da qui, data la presenza dell’aeroporto e della stazione più importanti.

Come affermava lo scrittore Manganelli, “Pescara non ha rughe” ed in effetti, del vecchio borgo dove D’Annunzio ha trascorso l’infanzia e ha ambientato le sue novelle resta ben poco, la città-giardino del primo Novecento è stata inghiottita da una coltre di cemento che ha reso la città quasi completamente priva di spazi verdi, ma al contempo zeppa, per non dire satura, di centri commerciali: “quando si arriva a Pescara bisogna lasciarsi alle spalle l’Abruzzo” scriveva Piovene nel suo Viaggio in Italia, sottolineando quindi la netta contrapposizione della città rispetto al resto della regione.

Piazza Salotto – il cui vero nome è Piazza della Rinascita, così chiamata in ricordo dei bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale che hanno distrutto buona parte della città – è il cuore di Pescara, e pur eccellendo in bellezza è il punto di incontro per tutti, nonché sede di eventi di qualsiasi genere. Dopo qualche foto di rito con l’Elefante, scultura di Vicentino Michetti, l’odore del mare ci convoglia verso Largo Mediterraneo. Qui è situata la Nave di Cascella, una fontana che raffigura metaforicamente una galea, simbolo dell’antica tradizione peschereccia della città.

Ai lati del monumento si snoda il lungomare, ben 7 kilometri di stabilimenti per tutti i gusti e per tutte le tasche, diviso in due parti soltanto dal fiume Pescara. Per attraversarlo è possibile usufruire, dal 2009, di un vero prodigio di ingegneria: il Ponte del Mare, struttura ciclo-pedonale dalla quale è possibile godere di un panorama stupendo, specialmente al tramonto.

Ritornando verso il centro si giunge su Corso Vittorio Emanuele II, via principale in stile razionalista di epoca fascista, così come i diversi edifici che vi si affacciano, dal municipio al palazzo delle Poste passando per il palazzo del governo, il liceo classico e la cassa di risparmio: dopotutto se questa città è diventata così grande lo si deve al Duce che nel 1927 ne ha sancito la nascita ufficiale. Anche qui, gli amanti dello shopping troveranno pane per i loro denti in un susseguirsi di negozi più o meno grandi fino ad arrivare al Terminal bus, da dove partire alla scoperta dei piccoli borghi abruzzesi.

Se le lancette lo permettono, altri luoghi emblematici per scoprire appieno la storia della città sono: l’Aurum, un tempo opificio per l’omonimo liquore e oggi meraviglioso esempio di archeologia industriale, la Basilica della Madonna dei Sette Dolori, la più antica chiesa della città sorta grazie al ritrovamento di un quadro “miracoloso” nel XVII secolo e il Mediamuseum-Museo del Cinema, che ospita manifesti, autografi e testimonianze varie dei più importanti divi della settima arte di tutti i tempi.

Giunti sull’altra sponda della città, è d’obbligo una visita alla casa di Gabriele D’Annunzio, colui che ha reso la sua vita un’opera d’arte, tra lussi, avventure peccaminose e imprese eroiche dalle alterne fortune. Di certo non troverete gli sfarzi del Vittoriale, dove riposano le sue spoglie, ma la sua casa natale conserva ancora quel fascino di metà Ottocento di una dimora in provincia. A pochi passi, il Museo delle Genti d’Abruzzo raccoglie cimeli e reperti che descrivono la vita nella regione nel corso dei secoli. Restando in zona merita una visita anche la cattedrale di S. Cetteo o Tempio della Conciliazione, inaugurata durante il  ventennio fascista, è situata sopra una chiesa risalente al IV secolo che a sua volta costruita su una sinagoga ben più antica e oggi ospita la tomba della mamma del Vate.

Cosa fare quando tramonta il sole? Via Cesare Battisti è il posto giusto per chi vuole vivere l’autentica movida adriatica: decine di bar e locali vi attendono per passare una serata spensierata e piena di divertimento, c’è solo l’imbarazzo della scelta! Ultimo, ma non per importanza, cibo! Pizzerie e gelaterie abbondano, mentre per qualcosa di tipico affidatevi ai consigli dei locali: dai celeberrimi arrosticini alla frittura di pesce, dai maccheroni alla chitarra al parrozzo ogni piatto racconta una storia e merita di essere assaggiato!

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Sconfinare è il periodico creato dagli Studenti di Scienze Internazionali e Diplomatiche dell'Università degli Studi di Trieste - Polo di Gorizia. La firma "Redazione" indica comunicati, notizie e pubblicazioni speciali curate da un amministratore o da più autori.

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