Sconfinando – Moldavia: in un angolo dimenticato d’Europa

L’Arco di trionfo nel centro di Chisinau. Sullo sfondo, la Cattedrale della Natività di Cristo (Foto: Lorenzo Crippa)

La Moldavia è, escludendo i microstati, il paese meno visitato d’Europa. Incastonata tra l’Ucraina e la Romania, questa piccola repubblica dell’Est Europa dalla storia travagliata non sembra suscitare grande interesse nei viaggiatori occidentali. Eppure, sono spesso le località meno colpite dalle orde di turisti a risultare le più interessanti, ricche culturalmente e autentiche.

Il nostro viaggio inizia, in realtà, ancora prima del vero e proprio arrivo nel paese e, più precisamente, a Bucarest, in Romania. È sera inoltrata e ci troviamo alla stazione Filaret in attesa dell’autobus per Chisinau, capitale della Moldavia. Non siamo certo contenti di apprendere che manca il nome di uno di noi sulla lista dei passeggeri, ma, con la tenacia di chi ha programmato l’intero itinerario per filo e per segno, riusciamo infine a convincere l’autista a farci salire.

Il tragitto dura circa otto ore. C’è chi chiacchiera, chi dorme, chi si intrattiene in lunghe chiamate FaceTime con la moglie. Noi, chiaramente, siamo gli unici occidentali. A notte fonda avviene il passaggio del confine fra Romania e Moldavia, una delle frontiere più semplici da attraversare: il doganiere sale, ritira i passaporti e nel giro di cinque minuti otteniamo il nostro timbro d’ingresso; siamo finalmente in Moldavia.

L’attesa alla stazione Filaret, a Bucarest (Foto: Giovanni De Capitani)

Arriviamo a Chisinau che è ancora buio e fuori dal finestrino si può già ammirare il panorama urbano della città: principalmente palazzoni in stile sovietico, esattamente come ci si aspetterebbe. Una volta giunti a destinazione, decidiamo di incamminarci verso il sito turistico più vicino, in modo da poter godere delle prime luci dell’alba. Durante la mezz’oretta a piedi che separa la stazione dal Parco della Vittoria, costruito per celebrare il trionfo sulle forze naziste durante la Seconda Guerra Mondiale (o Grande Guerra Patriottica, secondo la denominazione locale), iniziamo a familiarizzare con la città: ancora palazzi, ampi stradoni, insegne in russo, vecchissimi filobus e scene quasi surreali, come un uomo completamente ubriaco che viene percosso da quella che è, con ogni probabilità, la moglie.

Il parco della Vittoria di Chisinau (Foto: Lorenzo Crippa)

L’atmosfera cambia completamente non appena si fa giorno. «Buongiorno, giovanotti!» ci accoglie con un sorriso un’anziana di passaggio. Le vie si riempiono, i negozi aprono e la città si risveglia. La sensazione è quella di stare in un piccolo paese di montagna, con strade pulite – e ripulite – e l’aria più fresca e molto meno opprimente di quella di Bucarest. A quasi ogni angolo si vedono i carabinieri, sempre a coppie di due, anch’essi incuriositi dai pochi turisti che visitano la piccola Repubblica di Moldova.

Per vedere l’essenziale a Chisinau basta una giornata; i siti turistici principali orbitano attorno alla piazza centrale della città, Piața Marii Adunări Național. È qui che svetta il palazzo del governo e che si svolgono le parate per celebrare i giorni di festa. Dall’altro lato, l’Arco di trionfo e il suo orologio nascondono più in basso la Cattedrale della Natività di Cristo, uno dei simboli della città. Da non dimenticare, sempre nei pressi della piazza, la statua di Stefan cel Mare, sovrano ed eroe nazionale del paese.

Poco lontani da Piața Marii Adunări Naționale. In primo piano il campanile della Cattedrale della Natività, mentre sullo sfondo si intravedono l’Arco di Trionfo e il palazzo del governo. (Foto: Lorenzo Crippa)

A Chisinau non mancano spazi verdi: su tutti, merita una visita il parco Valea Morilor, l’ideale per una passeggiata, nonché località balneare di grande successo fra gli abitanti della città, che sembrano trovare sollievo al caldo estivo nelle acque del piccolo lago qui situato. Per il resto, la capitale offre altri curiosi siti turistici, che vanno dal palazzo del Parlamento alla Cattedrale Episcopale Teodor Tiron, dalla Torre dell’acqua al Memoriale alle vittime della repressione stalinista, seguiti da Piata Centrala, dove si tiene un grande mercato.

La cattedrale episcopale Sf. Teodor Tiron, nella periferia di Chisinau (Foto: Lorenzo Crippa)

In ogni caso, la nostra fortuna – o sfortuna, per certi versi – è stata quella di arrivare in Moldavia in un periodo abbastanza movimentato: il 27 agosto, infatti, si celebra il giorno dell’Independenza e la capitale si dipinge del tricolore moldavo e si riempie di festa. Negli stessi giorni, inoltre, ci imbattiamo in una grande manifestazione anti-governativa tenuta proprio nel centro di Chisinau. Il dispiegamento di forze dell’ordine è massiccio, ma le proteste avvengono in modo civile e senza escalation di violenza. Partecipiamo, infine, a un festival di cinema all’aperto nel cortile del Museo Nazionale di Storia: un’ottima occasione per passare una piacevole serata di fine estate.

Le proteste di fronte al palazzo del governo (Foto di Lorenzo Crippa)

Non è un segreto che in questi angoli dimenticati d’Europa vivere sia estremamente economico – almeno per noi occidentali. La nostra prima colazione si compone di cappuccino, con tanto di pralina al cioccolato in omaggio, omelette, pomodori, pane tostato e croissant appena preparati al prezzo irrisorio di due euro. Fra le altre prelibatezze culinarie locali ci sono la mamaliga, una polenta generalmente accompagnata da panna acida e carne, e la placinta, ovvero una torta al formaggio caratteristica della regione della Bessarabia e che dà il nome anche a una catena di ristoranti molto diffusa nella zona. Dappiù, è chiara l’influenza della cucina ucraino-russa nella ristorazione locale, dove la tradizionale zuppa borsch sembra spopolare. Immancabili, infine, i richiami alla gastronomia italiana, che sembra seguirci ovunque nel mondo.

La placinta (Foto: Lorenzo Crippa)

La Moldavia è celebre anche per la sua produzione di vini. A Cricova, a qualche chilometro da Chisinau, si trova una delle cantine più grandi del mondo, con oltre 120 km di gallerie; una vera propria città del vino sotterranea, con vie, traffico e addirittura un cinema. Durante la visita un trenino vi condurrà alla scoperta della cantina, fermandosi di volta in volta in modo che una guida possa accompagnarvi nelle sale principali del complesso. Su tutte, spicca la sezione dove sono custodite le collezioni di vini dei grandi personaggi della politica: da Vladimir Putin a John Kerry, da Angela Merkel a Aleksandr Lukashenko.

La collezione di vini di proprietà di Vladimir Putin a Cricova. Il presidente russo ha festeggiato qui il suo cinquantesimo compleanno (Foto: Lorenzo Crippa)

E anche in questo angolo più turistico della Moldavia, l’occidentale desta sempre grande interesse. Al termine del tour una donna del luogo, venuta a conoscenza della nostra origine italiana, ci chiede una foto, ancora incredula di avere di fronte dei giovani turisti del Bel Paese. Sul taxi che ci riporta in città chiacchieriamo con l’autista. Abita a Cricova e ci racconta del rigido inverno russo e di quando, ancora ai tempi dell’Unione Sovietica, serviva nell’esercito nella lontana Kamchatka. Come molti altri moldavi, scopriamo che parte della sua famiglia vive in Italia e che conosce parzialmente la nostra lingua.

Arriviamo alla stazione di Chisinau: un caotico crocevia. Un uomo accanto a un minivan ci viene incontro urlando: «Tiraspol! Tiraspol!». Verifichiamo il prezzo, saliamo sul furgoncino e partiamo verso est, alla volta della nostra prossima meta: la Transnistria.

About Lorenzo Crippa 21 Articles
Nato a Como nel 1997 e cresciuto in un piccolo comune lombardo di provincia. Mi sono diplomato al Liceo Classico Alessandro Volta di Como, mentre attualmente studio a Gorizia nel corso di laurea in Scienze Internazionali e Diplomatiche. Sono appassionato di Storia e politica internazionale e ho grande interesse per la regione dell'Asia Centrale.

Be the first to comment

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: