AntePrima! Sconfinare #33: editoriale e prima pagina

L’Editoriale

«Ricorda e splendi». Sono le due parole impresse sul simbolo dell’Università di Trieste. Le stesse stampate su 18 mila libretti e chissà quante tesi di laurea. Non più su queste pagine. Sconfinare è stato escluso dai finanziamenti dal Consiglio degli Studenti. E non riceverà nemmeno un euro dei quasi 40 mila messi a disposizione per le attività culturali e sociali degli universitari. Dicono che sia colpa di firme poco leggibili, di numeri di matricola scritti male, di riferimenti incompleti a carte d’identità. Ma noi non crediamo a questa verità e temiamo che qualcuno non voglia farci parlare o, peggio ancora, scrivere.

La nostra domanda non era “formalmente” corretta. Accanto alle oltre 80 firme raccolte mancavano dei dati perciò la commissione l’ha dichiarata «inammissibile». Nonostante esistiamo da sei anni e stampiamo 2.000 copie a numero. Nonostante per la redazione siano passate più di cento persone e il sito raggiunga 6.000 contatti unici al mese. Nonostante la nostra attività – quella editoriale – sia la prima citata nel regolamento per l’accesso ai fondi. Nonostante tutto, siamo gli unici esclusi (insieme al gruppo Hobbit) dai finanziamenti: una media di 1.000 euro per una trentina tra associazioni, gruppi e liste universitarie. Un taglio che sa di censura. E che qualcuno, anche tra i rappresentanti, ha provato a evitare. Prima, sottolineando che «la necessità di rendere individuabili i firmatari era soddisfatta dalla presenza o del numero di matricola o di quello della carta d’identità». In effetti, basta uno dei due documenti per sapere se esisti o se la domanda è falsificata. Emendamento di buon senso, ma bocciato. Poi, a febbraio, il vicepresidente del “parlamentino” studentesco Riccardo Spina ha fatto richiesta affinché parte dei soldi rimasti in cassa nello scorso anno accademico fosse dirottata su Sconfinare. Puntuale è arrivata la seconda bocciatura dell’aula. «Non si torna indietro», hanno sbottato. E ancora: «Sarebbe un pericoloso precedente». «Prendono già troppi soldi», ha sobillato un altro consigliere. Troppi? In base a cosa? Parole che hanno il sapore di una sentenza. Ingiusta e poco trasparente: al 18 marzo, data di chi scrive, la pagina web con i verbali (www2.units.it/cds) non è aggiornata da tre mesi.

È questa, per dirla con Valerio Sorbello, altro rappresentante goriziano, «la verità dei fatti». Ciascuno è abituato a definire la propria verità. Sconfinare nel raccontare la sua ha avuto sempre l’umiltà di ascoltare più versioni. Anche quando ha parlato del Consiglio degli Studenti: sul sito potete leggere gli articoli che abbiamo dedicato ai nostri consiglieri e le loro rettifiche (leggi). Ci viene un dubbio: l’inchiesta sull’assenteismo (vedi) dei nostri colleghi goriziani e quelle sull’irregolarità nelle assegnazioni dei fondi (link: 1 – 2.a, 2.b) per il 2010 hanno dato troppo fastidio? A pensar male si fa peccato, ma spesso ci s’azzecca. Tanto più se a dicembre il rappresentante Federico Filipuzzi ci dice: «Vi hanno dato una lezione». Così è, nostra triste Trieste. Eccovi comunque il numero 33. Statene certi non sarà solitario y final. Ci è costato fatica, passione e quasi mille euro. Potete leggerlo, gratuitamente. Apre con il racconto della primavera siriana e ha tante altre perle disseminate qua e là. I fatti siamo abituati a raccontarli. Con i nostri limiti ma con la presunzione di dire cose a volte scomode a volte divertenti, comunque interessanti.

Sconfinare vive, ricorda e splende.

In campana, signori!

La Redazione

 

Sconfinare n°33 uscirà in versione cartacea questo fine settimana. Il Pdf invece sarà disponibile dalla prossima.

 

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Sconfinare è il periodico creato dagli Studenti di Scienze Internazionali e Diplomatiche dell'Università degli Studi di Trieste - Polo di Gorizia. La firma "Redazione" indica comunicati, notizie e pubblicazioni speciali curate da un amministratore o da più autori.

1 Comment on AntePrima! Sconfinare #33: editoriale e prima pagina

  1. Credo sia molto più dignitoso per voi ammettere di esser incappati in un problema burocratico (a chi non è mai successo, tra moduli, timbri e bolli?) invece di arrampicarsi sugli specchi e gridare al complotto.
    Un vostro affezionato lettore.

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