Sconfinare Jukebox: Agrakal, suoni e luci dal Mediterraneo

Di Valentina Montesel

Agrakal: parola dall’antico dialetto berbero che significa Mediterraneo.

E proprio attorno al Mediterraneo è costruito Prima Rotta, album d’esordio della band triestina di nome, appunto, Agrakal. Formatasi nel 2014, ha cambiato più volte formazione, fino ad arrivare alla più recente: Andrea Zacchigna, voce, mandolino e chitarra elettrica, Giovanni “Giovy” Zacchigna, chitarre, banjo e cori, Andrea Basso al basso elettrico, Tullia Romagnoli al violino ed un giovanissimo Lorenzo Avanzini alle percussioni.

IMG_0109Le radici del gruppo provengono proprio da tutta la cultura musicale mediterranea: influenze di musica greca, balcanica, gitana, rebetiko, pizzica salentina, tarantella napoletana. Voci distanti ma combinate tra loro efficacemente e con estrema naturalezza ed armonia, strizzando inoltre un occhio al grande cantautorato italiano, da Capossela a Mannarino. Il gruppo cita in chiave personale e rivisitata il progetto del De Andrè di Creuza de mä (letteralmente “strada di mare”) in collaborazione con Mauro Pagani, nel quale i testi raccontavano i temi del viaggio e del mare, delle passioni, della sofferenza, ricorrendo a strumenti e suoni tradizionali di tutta l’area del mare nostrum. In questo loro primo lavoro in studio, nato nei primi mesi del 2016, gli Agrakal si mettono in viaggio per questa stessa strada tracciata dal Maestro, la cui lezione si palesa soprattutto nel brano Ohporto, scritto da Andrea Zacchigna ed arrangiato da Giovanni.

IMG_0107In questo modo, il gruppo tende una diagonale ideale che collega i due opposti poli portuali italiani, Genova e Trieste, luoghi di incontri e contaminazioni tra le differenti anime del Mediterraneo, luoghi di umanità, di viaggi, di false partenze. Ponte, questo, che arriva fino alla Grecia ed alla grecìa salentina, in cui si sposano migrazioni ed approdi, nostalgia mediorientale ed amore per la danza che celebra la vita e guarisce corpo ed anime.
Non è facile combinare così tante voci, stili e culture, ma sembra che agli Agrakal tutto ciò riesca naturale. In Prima Rotta ritroviamo infatti tutto ciò: Kalinifta è una serenata grica, riarrangiata secondo lo stile del gruppo, Agrakal, la title-track, è un canto in onore del Mare Mediterraneo, impersonato in un chimerico dio greco figlio di Poseidone. Nell’album vi è inoltre il gioiello musicale Onda, scritta ed arrangiata da Andrea Basso, che ha conseguito il Premio della Critica al festival “Forza canzone d’Italia nel mondo” (EXPO 2015).
In concerto, gli Agrakal riescono a trasmettere un’esplosione di energia e vitalità, combinando brani di Prima Rotta, cover riarrangiate ed alcuni pezzi inediti, abbandonandosi spesso e volentieri ad un’improvvisazione leggera e giocosa, che coinvolge intensamente il pubblico creando un’atmosfera particolarmente caratteristica e piacevole.IMG_0108

About Redazione 480 Articles
Sconfinare è il periodico creato dagli Studenti di Scienze Internazionali e Diplomatiche dell'Università degli Studi di Trieste - Polo di Gorizia. La firma "Redazione" indica comunicati, notizie e pubblicazioni speciali curate da un amministratore o da più autori.

Be the first to comment

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: