Sconfinare Jukebox: Bob Dylan

Quando si dice gente che ha fatto la storia della musica. A volte si è in disaccordo se considerare alcuni come più meritevoli di altri, ma la verità è che certi nomi non si possono proprio escludere: Beatles, Rolling Stones, Velvet Underground, Pink Floyd, Led Zeppelin.. insomma chi più ne ha, più ne metta. Di sicuro tra questi rientra Robert Allen Zimmerman, meglio noto come Bob Dylan: un uomo che è sulla scena musicale internazionale da più 50 anni (infatti, il suo primo album in studio, l’omonimo Bob Dylan, risale a niente meno che al lontano 1962).

A prova di ciò, dopo 36 lavori in studio (tra cui Shadows in the Night, uscito quest’anno e composto da 10 pop standards del secolo scorso che furono interpretate da Frank Sinatra) e 11 album registrati in live, questo classe ’41 fa ancora incetta di date e consensi in giro per il mondo con quello che è stato soprannominato The Never Ending Tour (con buona pace di Dylan che ha dimostrato di non apprezzare eccessivamente tale etichetta): a partire da una esibizione il 10/4 ad Atlantic City, è cominciato l’ennesimo tour de force che lo ha visto andare di scena per diverse tappe negli USA prima di spostarsi per una lunghissima serie di concerti in Europa, passando per Germania, Austria, Italia, Spagna, Norvegia, Francia, Regno Unito e Paesi Bassi dove, stando a quanto riporta il suo sito ufficiale, il 7/11 è in programma l’ultimo dei concerti (76!) annunciati per quest’anno solare.
Shadows in the Night (front)

Se, come capitato a colui che vi scrive (più in particolare a San Daniele del Friuli, in concomitanza con il riuscitissimo evento Aria di Festa), avrete occasione di andare a vederlo, vi consiglio di non aspettarvi che sia caloroso nei confronti del pubblico (il buon Bob non è mai stato molto espansivo), né che l’esibizione riservi un qualche colpo di sorpresa di qualunque genere. Aspettatevi, piuttosto, delle certezze: una scaletta ben collaudata che alterni dei super-classici (due su tutti Blowin’ in the Wind e Tangled Up in Blue) a canzoni più recenti come quelle estratte dal suo penultimo album, ovvero Tempest, pubblicato nel 2012, (ed è stato questo il caso, ad esempio, delle quattro scalette rimaste invariate tra una data e l’altra nel nostro paese) eseguita in modo impeccabile da un signore con un cappello, una chitarra ed una voce alquanto arrugginita e la sua ottima band di supporto, per non parlare di un impianto scenico alquanto scarno (soprattutto nell’impiego delle luci) o dell’età media del pubblico che, appena arrivati, potrebbe farvi sentire un po’ a disagio.

Ma, a volte, basta questo: vi assicuro che Bob Dylan ne vale ancora la pena.

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=3l4nVByCL44]

About Richard Puppin 29 Articles
Sono entrato a far parte del team Sconfinare in un ormai lontano Ottobre 2014. Pur non essendo più parte fissa della redazione, seguo sempre con affetto e molta attenzione ciò che riguarda il giornale. Quando stacco la penna dal foglio, mi piace passare il mio tempo libero tra la musica ed il cinema, ma anche tra sport e letteratura (con in mezzo l'attualità ed un certo debole per i videogames)

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