Sconfinare Jukebox – Mannarino in concerto

Lo scorso primo aprile, il grande cantautore italiano Alessandro Mannarino ha tenuto più di tre ore di concerto al Gran Teatro Geox di Padova. Quinta tappa del suo tour “Apriti Cielo”, che presenta il suo omonimo album uscito a gennaio, questa tappa seguiva Roma, Bologna e Firenze, per poi proseguire nel resto d’Italia. Tre ore di concerto non sono facili da tenere, men che meno davanti ad un teatro da 6.000 posti completamente sold-out. Eppure Mannarino e la sua squadra di musicisti, coriste, scenografi, stilisti e truccatori ci sono riusciti senza far calare l’attenzione della folla estasiata nemmeno per un minuto.

La performance è difficilmente definibile “concerto”, poichè il peculiare e coinvolgente “story-telling” dell’artista, con complici scenografie, balletti e cambi d’abito, hanno creato un clima teatrale, interattivo, al cui centro regnava il rapporto tra Mannarino ed il suo pubblico. Guardando la folla negli occhi, il cantautore ha svelato, una dopo l’altra, tutte le perle contenute nel suo quarto lavoro in studio, iniziando la serata proprio con la title-track, “Apriti cielo”. Ha scatenato il pubblico con i ritmi latinoamericani di “Arca di Noè”, “Vivo”, “Babalù”, alternate a ballate come “Le Rane” o “Un’estate” ed il gioiello blues “Ghandi”, che strizza l’occhio al  Gaber insolente e sottile di “Lo shampoo” e “L’odore”, uno sberleffo di vizi e virtù di una certa sinistra italiana. Non potevano certo mancare i grandi classici dell’artista provenienti dalla sua intera discografia, da “Me so’ mbriacato” a “Serenata lacrimosa”, passando per “Fatte bacià” e “Tevere Grand Hotel”. Inaspettatamente, sono giunti al pubblico anche dei fiori all’occhiello dalla produzione dell’artista, come ad esempio “La strega ed il diamante” e “Deija”, eseguita da un Mannarino intabarrato in un mantello nero che arrivava a coprirgli addirittura il volto.

A chiudere il concerto, dopo un bis acclamato a gran voce, uno sprazzo di luce e di speranza ha illuminato il teatro con la magistrale esecuzione rivisitata di “Vivere la vita”, singolo che il cantautore ha composto nel 2011 per un progetto artistico con lo scultore piemontese Berruti, riflessione sulla vita, sui suoi alti e bassi, che conclude con una nota dolceamara di positività: “Esci di casa, respira forte: sei vivo, cretino!”.

Mannarino, in questo tour, sta decisamente dando tutto sé stesso al pubblico, a volte però esagerando nella sua teatralità giocosa e spigliata. Come ricorda il grande Tom Waits, personaggio al quale egli si ispira liberamente, il pubblico è un animale che non va mai saziato , e questa lezione sembra che il cantante romano non l’abbia ancora imparata. Ad esempio, durante una rivisitazione elettronica e quasi dancehall di “Quando l’amore se ne va”, Mannarino ha lasciato il palco alle sue coriste, che, protagoniste della scena, in corsetti e leggings di pelle, hanno cominciato a cantare un “Sex, sex, sex” sulla texture di synth e percussioni. Gesto apprezzato dal pubblico, indubbiamente, ma forse un po’ incoerente con i temi dell’artista? Inoltre, dopo un ennesimo cambio d’abito si è mostrato al pubblico in una t-shirt con stampato a caratteri gialli “CASE POPOLARI”, spiegando la scelta con un discorso sulla sua infanzia trascorsa nei bassifondi romani. La scelta ha fatto sorridere, perché ha richiamato lontanamente un accento di populismo che pare non appartenere all’affilata critica politica del cantautore.

Simona Sciacca, cantante e corista di Mannarino, ci ha raccontato qualche dettaglio in più riguardo a questo formidabile artista:

“Lui era a Scordia, il mio paese, in Sicilia, per registrare il suo disco. Gli serviva una voce femminile per cantare “La Strega ed il Diamante”, che in origine era in dialetto romano, ed io assolutamente non sapevo parlare il dialetto romano, così abbiamo avuto l’idea di provare a cantarlo in siciliano e poi da lì è partito tutto. Alessandro è un grande artista, ha la capacità di arrivare al cuore della gente, cosa che pochi sanno fare secondo me. Allo stesso tempo, lo fa perché riesce comunque a mandare sempre dei messaggi nelle sue canzoni, e questa è la cosa che ha fatto. Vuol dire che i suoi messaggi comunque arrivano alle persone e questo indubbiamente dà una grande soddisfazione, anche per me che ci lavoro accanto.”

 

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Appassionata di politica, scienza e sistemica. Viaggio in attesa di un'emozione sempre più indefinibile. Studio Scienze Internazionali e Diplomatiche.

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