Sconfinare Jukebox: il carattere inconfondibile di LP

Una voce dal timbro graffiante e decisamente inconfondibile, melodie accattivanti e dal distinto retrogusto folk (anche se in realtà percorse da infinite influenze), un testo ormai familiare a chiunque – anche per caso – abbia acceso la radio negli ultimi mesi: stiamo parlando di LP, nome d’arte di Laura Pergolizzi, artista poliedrica che calca le scene da anni ma è emersa alla luce della popolarità solo di recente. La sua Lost On You, title track del suo ultimo lavoro, è ormai conosciutissima: come resistere all’energia tagliente della voce, alla vaga spensieratezza della melodia, al sommesso fischiettare di sottofondo, alla lieve nostalgia delle parole?

Nata a Long Island (New York) nel 1981 da genitori italiani (di origine napoletana e siciliana), Laura Pergolizzi inizia la propria carriera musicale da giovanissima: si trasferisce presto a New York (dove adotterà definitivamente il nome “LP”) e nel 2001 pubblica il suo album d’esordio, Heart – Shaped Scar, seguito tre anni dopo da Suburban Sprawl and Alcohol. La ragazza ha talento da vendere, ma i primi due lavori non riescono ad ottenere alcun riconoscimento internazionale e di critica significativo. Dal 2007 al 2015, Pergolizzi continuerà ad essere presente sulla scena musicale mondiale, anche se mai da protagonista: comporrà innumerevoli brani per artisti internazionali del calibro di Backstreet Boys, Christina Aguilera (per la quale scrisse, insieme a Nicole Scherzinger, Beautiful People), Rihanna, Rita Ora e Cher. Nel settembre 2011 firma un contratto con la Warner Bros. Records e poco dopo si fa conoscere con Into The Wild, ancora una delle sue canzoni più ascoltate su Spotify. Da qui, la strada è in salita: a giugno 2014 pubblica Forever For Nowil suo terzo album, e un anno dopo esce il bellissimo singolo Muddy Waters (forse più che conosciuto ai fan di Orange Is The New Black, che utilizzò il brano nel finale della sua quarta stagione). Lost On You, suo ultimissimo lavoro, è uscito a dicembre 2016 e ha raggiunto i vertici delle classifiche in tutto il mondo, soprattutto grazie a due singoli accattivanti e mai scaduti nel “già sentito”: Lost On You, appunto, e Other People.

 Lost On You è, indubbiamente, un lavoro che conquista al primo ascolto. E non perché si accontenti di mettere d’accordo gusti convenzionali e oramai uniformi, o di gettarsi in pasto al mercato senza offrire nulla di nuovo: tutt’altro. LP riesce, con grande talento, ad arrivare al cuore di quasi ogni genere di ascoltatore senza tradire se stessa, facendo del proprio timbro tagliente una caratteristica imprescindibile e lasciandosi ispirare dalle più diverse influenze: tra i suoi ispiratori, LP annovera Aretha Franklin, Édith Piaf, Dolly Parton e moltissime altre figure iconiche della musica mondiale, ma anche la musica tradizionale italiana e la musica classica.

Se Lost On You Other People sono brani solidi ed efficaci, non da meno è tutto il resto dell’album, che merita di essere ascoltato dall’inizio alla fine. Muddy Watersprima traccia, ha moltissimo da dire e lo fa con grazia vagamente oscura, caricando d’emozione un inizio più che mai adatto: un testo laconico ma estremamente incisivo, un persistente sottofondo appena accenato, una melodia praticamente perfetta che esplode nell’immensità di una voce semplicemente priva di paragoni. Subito dopo, Lost On You aggiunge ad una sorpresa un’altra, mentre i due brani successivi, che precedono Other People, sono una gioia per l’orecchio: Strange è energica e percorsa di una vena di ottimismo (l’armonica finale aggiunge un tocco gradevolissimo e insolito), mentre Death Valley è un vero driving rock anthem. 

Lungi dal calare di tono dopo la traccia centrale, l’album prosegue con altri cinque brani a cui è davvero difficile muovere una critica. No Witness  è decisamente il più provocatorio ed esplosivo, Up Against Me è una meraviglia che strizza di nascosto l’occhio al più nostalgico pop anni ’80; Tightropedolce e appena venata di nostalgia, non può che essere un ottimo preludio alle ultime due tracce, Into The Wild (ascoltatela, e vi renderete conto che si merita tutta la propria fama!) e You Want It Allriflessiva e struggente.

Quello che LP crea è un album in cui nessun brano è uguale ad un altro: la cantautrice di Huntigton mantiene se stessa senza mai ripetersi, esprimendosi con un’autenticità che è ormai prerogativa di pochi (e più unica che rara nel tipo di artista che di solito scala le classifiche). Lost On You è un album in cui nessuna traccia è un riempitivo, ma una vera e propria storia da raccontare, che sa trasmettere un’energia rara e prorompente. LP erompe sulla scena del mainstream pop cambiando radicalmente le carte in tavola, dettando le sue regole senza alcuna pretesa rivoluzionaria ma riuscendo, di fatto, a portare correnti d’aria fresca. Un’artista che sa essere enorme, e non solo nella sorprendente estensione vocale: un mondo da scoprire.

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