Sconfinare Jukebox: Intervista ai Greta Narvik

Natale 2014, tramite qualche amico che di musica ne capisce, mi giunge all’orecchio di un LP molto interessante. Mi dicono di questa band sia nata da poco e che il loro primo lavoro faccia ben sperare. Incuriosito, me lo ascolto: 1, 2, 3, 4, 5 volte. “Kiruna” il nome dell’LP, Greta Narvik quello della band. Mi intriga al primo ascolto e dopo circa un anno e mezzo ho la possibilità di intervistare questo talentuoso gruppo.

Cominciamo con una domanda che vi avranno fatto un milione di volte, perché il nome Greta Narvik?

Greta Narvik è una sorta di personaggio delle nostre storie, che rappresenta, nel nostro immaginario, sia l’ascoltatore che noi stessi. Greta è un nome femminile che amiamo, mentre Narvik è una piccola città norvegese, in cui un treno a vapore trasporta materiali e attrezzature fino a Kiruna, una piccola città svedese. La nostra idea è quella di rievocare questo simbolismo di un mezzo di trasposto affascinante proveniente dal passato che trasporta cose da un luogo all’altro. È quello che vorremmo fare con la nostra musica. Trasportare delle emozioni.

Come nascono i Greta Narvik e quali gruppi vi hanno influenzato maggiormente?

I Greta Narvik nascono dall’unione di Matteo Piomboni alla chitarra, Sara Fortini al piano e alla voce, e Michele Simeoni al basso, che dopo svariate esperienze musicali si uniscono per dare vita a un progetto di base indie-folk con delle sfumature electro-pop. Dopo un paio di anni dalla nascita del progetto si unisce alla batteria Pietro Pizzoli, che completa la attuale formazione. I gruppi che maggiormente ci hanno influenzato sono quelli che singolarmente abbiamo ascoltato nella nostra crescita umana e musicale. Siamo di generazioni differenti, dunque questi ascolti sono molto variabili. Se dovessimo presentare delle band a cui il nostro stile musicale di gruppo si avvicina di più potremmo parlare di Radiohead, Mogway, Sigur Ros, Verdena.

A settembre 2014 esce il vostro primo EP, Kiruna, una ventata d’aria fresca nel panorama Indie italiano. Soddisfatti del traguardo raggiunto e quali sono i progetti per il prossimo futuro?

Siamo molto soddisfatti del risultato che ha ottenuto questo lavoro in termini di critica, perché le recensioni che abbiamo ricevuto sono state molto positive. Essendo un EP di soli 4 brani è chiaro che ora dobbiamo confermare le buone aspettative che abbiamo creato con “Kiruna” con l’album vero e proprio, cui stiamo lavorando. I progetti per il prossimo futuro includono un buon lavoro promozionale per incrementare il nostro seguito e cercare di generare tantissimo interesse per l’uscita di questo album, prevista a settembre 2016, attraverso l’attività social, diventata ormai importantissima, la realizzazione di nuovi videoclip, e ovviamente la parte più importante, ovvero i concerti di presentazione.

Siete al lavoro sul nuovo disco che vi tiene lontani per un po’ dalla scena live, potete darci qualche anticipazione e quanto è importante per i Greta Narvik l’esibizione dal vivo e il rapporto con il pubblico?

Prima dell’uscita dell’album qualche apparizione la faremo, suonando l’EP Kiruna, qualche nostro altro brano originale non contenuto in Kiruna, e qualche anticipazione del nuovo lavoro. Per noi suonare live è la cosa più importante, perché ci permette di mettere alla prova le nostre creazioni, di avere un riscontro dell’impatto dei nostri brani con il pubblico.

A quale vostro pezzo siete più affezionati o quale ha un significato particolare per la band?

Probabilmente il brano più importante per noi è “Forse cerco”, perché è stato il primo singolo, il più immediato, il più recepito e apprezzato, e quindi non manca mai nella nostra scaletta.

Come scrivete i pezzi e che tipo di ricerca c’è dietro ad un progetto musicale come il vostro, al giorno d’oggi, per potersi distinguere dalle altre band?

I nostri pezzi vengono scritti in maniere diverse a livello di procedimento. Non c’è una vera e propria filiera specifica. I testi li scrive Sara, la maggior parte delle volte su una composizione a cui ognuno ha aggiunto qualcosa partendo da uno spunto di un singolo, vale a dire un groove di basso, una sequenza armonica di pianoforte, o ancora un riff di chitarra. Siamo molto lenti nel comporre, perché rivoltiamo e rigiriamo ogni idea finché non ci convince in pieno. Al giorno d’oggi in cui è molto facile avere la possibilità di essere ascoltati e notati, e per questo motivo ci sono molto più gruppi che cercano di emergere, la chiave per potersi distinguere è quella di fare le cose bene e con calma, senza perdere di vista l’obiettivo, e senza lasciarsi intimorire dalle prime difficoltà.

Cosa spinge una band nel 2016 a suonare musica originale, viste tutte le difficoltà del caso?

Per noi scrivere è la base che ci tiene uniti, è il senso del progetto.

Sconfinare Jukebox augura un forte in bocca al lupo ai Greta Narvik per il prossimo futuro e speriamo di vedervi presto qui a Gorizia! Grazie per la disponibilità!

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=2wZtpq6TwFc&w=560&h=315]

About Beghelli Alessandro 17 Articles
25. Italiano di nascita, europeo per fortuna. Studente appassionato di Lazio, sport, musica, libri, relazioni internazionali e un sacco di altre cose, se avessi tempo.

Be the first to comment

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: