Sconfinare Jukebox – Lobotomia. La musica politica degli Area

Credits: Facebook

”Lobotomia” è il titolo dell’ultima traccia dell’album ”Caution Radiation Area”, pubblicato dagli Area nel 1974. Gianni Sassi, il produttore discografico della band, disse al gruppo: ”dovete scrivere un pezzo che provochi dolore fisico nell’ascoltatore”. Nulla di più semplice per musicisti abituati sin dagli esordi a sperimentare. Fondendo generi diversi quali il rock progressivo, la musica elettronica ed il free jazz, e rifacendosi alle teorie artistico-musicali del filosofo Adorno, gli Area diedero vita ad un’assordante manipolazione sonora.

3 minuti e 54 secondi di sperimentazione pura. All’inizio del brano vengono accennate delle sigle di spot pubblicitari dell’epoca, come quello dell’amaro China Martini. I suoni vengono sovrapposti, storpiati e mescolati ad altissime frequenze, al fine di creare dei disturbi. Dopo i primi due minuti si sente un unico suono, intervallato da delle sorta di sirene confusionarie che toccano frequenze così alte da infastidire l’ascoltatore. Infine, il silenzio.

Per comprendere il senso del pezzo, è necessario leggere le parole di Demetrio Stratos, cantante e frontman della band, che descrive l’esecuzione dal vivo di Lobotomia: ”questo pezzo iniziava con delle sigle… China Martini… Io ho un figlio che è sempre lì… Queste sigle suonate ad altissime frequenze danno dei disturbi.. c’è un completo buio del palco…cerchiamo di individuare il pubblico con delle pile… creando complessi… tanti si incazzano… è per consapevolizzare”. Nel 1977 il brano viene eseguito al Teatro Uomo a Milano: le luci vengono spente, inizia un vortice di suoni fastidiosissimi e la band punta delle pile accese sui volti degli spettatori.”Ei! Spegnete quelle pile!”, ”Ou!”, ”Non puntate le pile verso il pubblico!” sono le frasi più moderate che si levano dal pubblico.

Gli Area – International POPular Group (Credits: Wikipedia)

”E’ per consapevolizzare” dice Stratos. Ancora una volta le sue parole sono esplicative: ”abbiamo dei pezzi – per esempio – dove parliamo dei prigionieri politici… descrivendo tutto tramite fischi, suoni elettronici… La lobotomia … l’abbiamo dedicata alla Ulrike Meinhoff che è stata condannata dal tribunale di Bonn … poi non si sa se l’han fatto…che è il taglio delle connessioni del cervello…”. Ulrike Meinhoff è stata una terrorista e rivoluzionaria tedesca, cofondatrice del gruppo armato tedesco-occidentale di estrema sinistra Rote Armee Fraktion. Condannata ad 8 anni di prigione nel 1974, viene rinvenuta cadavere nel 1976, impiccata misteriosamente alle sbarre della cella.

In Italia nel 1974, anno della pubblicazione dell’album, si tiene il referendum sull’aborto. Gli Area partecipano attivamente al dibattito politico e scendono in campo in prima persona. ”Abbiamo occupato piazza Navona con Pannella…tutto gratuitamente”, ribadisce la band. Classificare i loro brani secondo generi musicali è fuorviante oltre che complicato dal punto di vista tecnico: l’unica certezza è che i loro album diventano parte attiva nel dibattito pubblico italiano.

Nel 1974 aprono il concerto di Joan Baez al Velodromo Vigorelli. L’Italia è partner strategico degli Stati Uniti, il concerto si presenta come una manifestazione contro la Guerra del Vietnam. ”Lobotomia” è il brano di chiusura della performance degli Area. Torce, suoni cacofonici, la sigla del Carosello dissacrata: Demetrio Stratos brandisce l’asta del microfono per proteggersi da eventuali aggressioni del pubblico. Non si verificano incidenti. La provocazione ha funzionato, dal giorno dopo tutti sanno esattamente chi sono gli Area.

 

Be the first to comment

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: