Sconfinare tra le righe: La sostenibile leggerezza dell’essere

Questo quadro è sempre stato per me fonte di grande fascino ed ispirazione. L’opera in questione è stata dipinta nel 1959 dal surrealista belga René Magritte ed è intitolato “La battaglia delle Argonne”. Magritte in questo quadro si diverte a giocare con i nostri sensi e a mettere in crisi le nostre convinzioni più radicate. Tutti i dettagli presenti come la nuvola bianca, la falce di luna e il borgo sottostante rendono la scena assolutamente verosimile, ma il pittore decide di rompere l’ equilibrio del quadro inserendo nel cielo un’ immensa roccia. La visione che ci si presenta davanti è mozzafiato: una sofficissima nuvola e un masso gigante galleggiano insieme nel cielo, contro ogni logica o senso comune. Non sappiamo se la roccia sia immobile, se stia precipitando o si stia sollevando, potrebbe addirittura rappresentare il momento prima dello scontro tra la nuvola e il masso. Nonostante quest’ opera sia svincolata da qualsiasi principio di realtà non è detto che sia anche priva di un significato simbolico. E proprio su quest’ ultimo mi sono interrogata a lungo senza trovare delle risposte convincenti. In che modo è possibile privare una roccia di così grandi dimensioni della sua pesantezza? La domanda mi rimbalzava spesso in testa finché non sono inciampata (per obbligo scolastico, lo ammetto) nella lettura di un’ opera di Italo Calvino e a quel punto tutto si è chiarito e  collegare i due punti si è rivelato  inevitabile. Il fil rouge che li unisce? La leggerezza.

Dedicherò la prima conferenza all’opposizione leggerezza-peso,

e sosterrò le ragioni della leggerezza.”

 Con questa premessa, Italo Calvino avrebbe aperto la prima delle sei lezioni americane, una serie di conferenze che lo scrittore tenne nell’ università di Harvard nel giugno del 1985, pubblicate postume nel 1988 con il titolo: Lezioni americane, sei proposte per il nuovo millennio.  Calvino individua infatti alcuni valori considerati irrinunciabili e attorno ad essi organizza le proprie riflessioni sulla modernità. Il primo principio cardine che l’ autore riconosce è appunto la leggerezza.

Analizzando quarant’anni di vita passata a scrivere, Calvino si rese conto che gran parte del suo lavoro era basato sulla sottrazione di peso; l’obiettivo che si poneva ogni volta era quello di alleggerire i racconti nella struttura e nel linguaggio. Nel contesto in cui l’ autore viveva, quello del secondo dopoguerra dove tutto era condannato alla pesantezza, la sua missione era tutt’ altro che semplice.

 “Presto mi sono accorto che tra i fatti della vita che avrebbero dovuto essere la mia materia prima e l’agilità scattante e tagliente che volevo animasse la mia scrittura c’era un divario che mi costava sempre più sforzo di superare. Forse stavo scoprendo solo allora la pesantezza, l’inerzia, l’opacità del mondo: qualità che s’attaccano subito alla scrittura, se non si trova il modo di sfuggirle.”

E aggiunge:

Nei momenti in cui il regno dell’umano mi sembra condannato alla pesantezza, penso che dovrei volare come Perseo in un altro spazio. Non sto parlando di fughe nel sogno o nell’irrazionale. Voglio dire che devo cambiare il mio approccio, devo guardare il mondo con un’altra ottica, un’altra logica, altri metodi di conoscenza e di verifica.”

Calvino lo dice molto chiaramente: la leggerezza non ha nulla a che fare con il sogno o l’ irrazionale.

Più che altro la leggerezza diventa la reazione alla pesantezza della vita, un altro punto di vista da cui osservare la realtà con più consapevolezza. Attraverso alcuni riferimenti letterari, l’autore prova a spiegarci perché la leggerezza dovrebbe essere considerata, sia dall’uomo moderno che dallo scrittore, un valore da acquisire.

Uno di questi è il mito di Medusa e Perseo. Quest’ ultimo riesce a sconfiggere una delle più terribili figure mitologiche, Medusa, capace di pietrificare con il solo sguardo, utilizzando un astuto stratagemma. Perseo riesce infatti a decapitare Medusa evitando il suo sguardo mortale, dandole le spalle e guardando il suo riflesso nello scudo che ha in mano per poi volare via grazie ai suoi sandali alati.  Ecco che l’eroe si affida alla leggerezza per sconfiggere il peso dello sguardo di Medusa. Il mito continua e dal sangue della Gorgone nasce Pegaso, il cavallo alato. Questo è ancora un altro passo: dalla durezza della pietra nasce il suo contrario. Addirittura, in alcune versioni, Perseo cavalca Pegaso;  la leggerezza riesce non solo a sovvertire la gravità, ma anche a dominarla.

Alla luce di queste considerazioni come possiamo ignorare l’ importanza della leggerezza? È un valore che tutti gli uomini moderni dovrebbero acquisire perché capace di fornire la giusta prospettiva nei confronti della realtà e in alcuni casi è addirittura in grado di sollevare una pesantissima roccia o sconfiggere il più acerrimo dei nemici.

In conclusione riporto il consiglio che Calvino rivolge a tutti noi:

Prendete la vita con leggerezza,        

che leggerezza non è superficialità,

ma planare sulle cose dall’ alto,

non avere macigni sul cuore.       

La lettura dell’ articolo è consigliato con il sottofondo di questa canzone:

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=kCUyMDJIsB8]

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