Se questo è un infanticidio. Léone e suo figlio

Léone, mère et fils è un mediometraggio francese di Lucile Chaufour, prodotto nel 2014 dalla Supersonicglide e presentato al Sole Luna Doc Film Festival di Treviso.

Si chiama Léone, la protagonista, ed è una donna che ha saputo crescere un figlio. Sposata perché incinta, è presto rimasta sola, ma ha deciso di ricominciare da zero. Non è precisata l’epoca della storia, ma sembra ambientata in un passato non meglio definito, immerso nel bianco e nero. Oltre ad essere un simbolo di femminilità pieno di curve, Léone è anche una donna forte, un esempio di figura femminile emancipata e pragmatica che non si perde d’animo. Suo figlio Patrick ha occhi solo per lei, fino al momento in cui cresce e il loro rapporto cambia; la loro relazione prende una piega giocosa tra pari, perdendo la tenerezza della fanciullezza e acquisendo le caratteristiche di un rapporto tra adulti.

Si parla soprattutto di come una famiglia spezzata abbia saputo rinascere dalle proprie ceneri, ma si affronta anche, in modo indiretto ma efficace, il problema che si è insinuato nelle famiglie “a metà”, ovvero il rapporto madre-figlio degenerato.

Cercando su Google i suggerimenti di completamento della frase “madre uccide”, escono immediatamente: “madre uccide figlio di 3 anni”, “madre uccide figlio di 2 mesi”, “madre uccide figlio di 11 mesi”. Alcuni casi di cronaca che avevano fatto parlare l’opinione pubblica pochi anni fa, come quello di Samuele a Cogne, sono tutt’altro che “passati di moda”. Lo scorso 25 Luglio, la 21enne Courtney Stewart ha chiuso il figlio down nel cestello della lavatrice e ha postato il video su Facebook. Se questa è una madre. Nel Marzo 2014 Panorama riporta, con la firma di Nadia Francalacci, i risultati di un’inchiesta sugli infanticidi dal 1988 ad allora. Se questo è un mondo. Alcuni dei casi terminano tragicamente con il suicidio dell’assassina, finale che aggiunge sangue al sangue. Se questa è una famiglia. Nel 2013, i casi aumentano.

Indignarsi non basta. Ristabilire figure da emulare come quella di Léone non è sufficiente. Qual è, allora, la soluzione a un problema che fa immobilizzare il cuore e gelare il sangue nelle vene? Non esiste una risposta, ma esiste la sensibilizzazione. È importante ricordare di non dimenticare quanto la natura umana possa essere folle e impulsiva. È importante ricordare che la famiglia deve essere un nido, e non un patibolo. È ancora più importante sapere che esiste sempre un’alternativa alla sconfitta; nessuna famiglia nasce né diventa “una causa persa”. L’affetto per i propri figli non è mai impossibile da ricordare.

About Giulia Mastrantoni 31 Articles
Nasco a Frosinone nel 1993. Decido presto che la musica è la mia strada e poi cambio idea. Al momento di iscrivermi all’università decido di voler studiare cinema e mi iscrivo a Lingue. Ma di una cosa sono certa: andare lontano da casa. Inizio da Udine, dove collaboro all'inserto Scuola del Messaggero Veneto e co-conduco il programma radiofonico #rockYOU. Laureata, vado in Inghilterra, dove lavoro in un museo, poi in Canada, dove studio per la laurea specialistica, e dopo a Berlino, dove scrivo full time per il Berlino Magazine. A brevissimo, andrò in Australia, per studiare comunicazione e giornalismo. Attualmente scrivo per Sconfinare, SugarPulp, Gli Scrittori della Porta Accanto e Berlino Magazine. Ho pubblicato i racconti "Misteri di una notte d'estate" per la Montag Edizioni e il romanzo in eBook "Veronica è mia" per la Panesi Edizioni. To be continued...

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