31 marzo/7 aprile – Una settimana in 10 notizie

La settimana appena conclusa è stata densa di avvenimenti: elezioni in Serbia ed Ecuador, attentati terroristici prima a San Pietroburgo e poi a Stoccolma, vertici bilaterali tra il presidente americano Trump e l’egiziano al-Sisi e il cinese Xi Jingping. Inoltre, si è riaccesa la tensione tra Regno Unito e Spagna per la questione Gibilterra post-Brexit e in Nigeria il gruppo islamico Boko Haram ha attuato una nuova aggressione ai danni di ventidue donne. La situazione in Siria è a una svolta drammatica: il regime di Assad ha attuato un attacco chimico ai danni dei civili, al quale ha risposto il presidente Trump con 59 missili.

  1. Sabato 1 – Boko Haram ha rapito 22 ragazze e donne in Nigeria

    I combattenti del gruppo islamico Boko Haram in due diversi raid hanno rapito ventidue donne nella zona nord-est del paese. Nel primo agguato, i jihadisti hanno fatto irruzione nel villaggio di Pulka vicino al confine con il Camerun, dove hanno rapito 18 ragazze. Secondo un funzionario del villaggio, gli aggressori appartenevano alla fazione guidata da Abu Musab al-Barnawi, il figlio del fondatore di Boko Haram Mohammed Yusuf. Barnawi è stato nominato lo scorso anno dallo Stato islamico in sostituzione del leader Abubakar Shekau, che aveva giurato fedeltà al gruppo jihadista del Medio Oriente nel 2015. Nel secondo incidente fuori dal villaggio di Dumba, vicino al lago Ciad, i jihadisti hanno ucciso un pastore che aveva cercato di fuggire per non pagare il pizzo e hanno rapito quattro donne della famiglia. Si teme che le ragazze rapite possano essere utilizzate per diventare le spose dei combattenti.

boko haram

2. Domenica 2 – Brexit, alta tensione tra Regno Unito e Spagna per Gibilterra

Gli effetti dell’ormai confermata Brexit potrebbero ripercuotersi su Gibilterra, l’enclave britannica della penisola iberica su cui la Spagna chiede la co-sovranità. Infatti, una clausola nella bozza delle linee guida dell’UE per il negoziato recita “nessun accordo fra l’UE e il Regno Unito si applicherà al territorio di Gibilterra senza un accordo fra il Regno di Spagna e il Regno Unito”. I quasi 30mila abitanti di Gibilterra hanno votato al 96% contro la Brexit, consci di ciò a cui sarebbero andati incontro. Secondo i media britannici, la Spagna potrebbe utilizzare questo pretesto per risolvere il contenzioso e riprendersi l’enclave Gibilterra. Non si è fatta attendere la violenta risposta del ministro della Difesa inglese Fallon: “Gli abitanti di Gibilterra hanno più volte affermato che non vogliono essere governati dalla Spagna. La Rocca sarà protetta fino in fondo”.

gibilterra

3. Domenica 2 – In Colombia il maltempo ha provocato oltre 150 morti e moltissimi dispersi

Il persistente maltempo e le abbondanti piogge degli ultimi giorni hanno provocato lo straripamento di tre fiumi che, durante la notte tra il 2 e il 3 aprile, hanno travolto la città di Mocoa, a sud ovest della capitale Bogotà. Il drammatico bilancio è di oltre 250 vittime, più di 400 feriti e centinaia di sfollati che sono riusciti a mettersi in salvo dall’improvvisa inondazione di fango e detriti. Il presidente Juan Manuel Santos ha ordinato lo stato d’emergenza.

colombia

4. Domenica 2 – Elezioni presidenziali in Ecuador: ha vinto il socialista Lenin Moreno

Il candidato del partito di governo del paese e attuale vicepresidente Lenin Moreno è stato ufficialmente proclamato, con il 51,16% dei voti, vincitore delle elezioni di domenica e successore di Rafael Correa. Si ferma al 48,84% l’avversario moderato Guillermo Lasso che, per l’esiguo scarto di voti, si era appellato all’Organizzazione degli Stati americani per impugnare, invano, i risultati.
Dopo dieci anni in carica, l’uscente Correa lascia un paese modernizzato, ma colpito da un’acuta crisi economica a causa del crollo dei prezzi del greggio, prima fonte di finanziamento dei programmi sociali di Correa.

ecuador

5. Domenica 2 – Elezioni Serbia: Vučić, attuale primo ministro, è diventato presidente

Anche in Serbia si sono svolte le votazioni per l’elezione del presidente, le quali hanno visto il trionfo dell’attuale primo ministro Aleksandar Vučić con il 56% dei voti. Il premier uscente, leader del Partito Progressista serbo, è il grande sostenitore dell’avvicinamento della Serbia all’UE, paese detentore del titolo di “candidato” dal 2012. Nonostante la crescita politica al fianco di leader quali Vojislav Seselj e Slobodan Milosevic, Vučić ha rinnegato il suo passato mettendo da parte il nazionalismo. Tale mossa, però, non ha convinto le migliaia di persone – principalmente giovani e studenti – che da giorni protestano in strada a Belgrado contro la “dittatura” del presidente, accusato di essere stato favorito da brogli e dal controllo sui media. Infatti, il prossimo 11 aprile saranno riaperte le votazioni in otto seggi che difficilmente riusciranno a sovvertire il risultato.

vucic

6. Lunedì 3 – Vertice alla Casa Bianca tra il presidente Trump e il capo di stato egiziano al-Sisi

Il nuovo presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha accolto il maresciallo Abdel Fatah al-Sisi in un esplicito gesto di riavvicinamento all’insegna di una politica estera per ridefinire gli interessi legati alla sicurezza. Alla fine del vertice è emersa la priorità di sconfiggere il terrorismo internazionale e fermare il terrore nucleare dall’Asia. Durante brevi dichiarazioni congiunte, al-Sisi ha dichiarato in merito a Trump: “Sta facendo un ottimo lavoro. Lo sosteniamo appieno e siamo impegnati assieme contro il terrorismo”. Nemico della Fratellanza Musulmana, al-Sisi rovesciò il governo Morsi e mise fuori legge l’organizzazione, di cui l’ex presidente faceva parte, condannandolo alla prigione. Trump è stato sfiorato diverse volte dalla volontà di dichiarare la Fratellanza un’organizzazione terroristica, una mossa che lo renderebbe senza dubbio ancora più vicino al presidente egiziano.

trump al sisi

7. Lunedì 3 – Attentato kamikaze nella metro a San Pietroburgo

Il ventiduenne Akbarzhon Jalilov, originario della città kirghiza di Osh, è l’attentatore della strage nella metropolitana di San Pietroburgo che si è consumata lunedì, causando la morte di 14 persone e decine di feriti. In realtà, l’uomo non avrebbe avuto intenzione di farsi esplodere, ma sarebbe stato usato come “kamikaze a sua insaputa” dai suoi complici. Nessun gruppo islamico ha reclamato responsabilità per l’attacco, anche se il primo ministro russo lo ha bollato come “attentato terroristico”. Il presidente russo Vladimir Putin si trovava in città poiché nel pomeriggio avrebbe dovuto incontrare l’omologo bielorusso Lukašenko.

san pietroburgo

8. Martedì 4 – Attacco con armi chimiche Siria a Khan Sheikhun, nella regione di Idlib

Una strage di bambini si è consumata a Khan Sheikhun, città nella provincia nord-occidentale di Idlib in mano ai ribelli, a seguito di una rappresaglia del governo di Bashar al-Assad contro la popolazione civile in Siria. La morte di oltre 70 persone, tra cui moltissimi bambini, è stata causata dall’impiego di armi chimiche, tra cui il gas Sarin, classificato come arma di distruzione di massa. Repentina la reazione della comunità internazionale che condanna l’operato delle forze governative e preme per la risoluzione del conflitto che va avanti dal 2011. Anche la Commissione d’inchiesta delle Nazioni Unite sui diritti umani in Siria ha avviato le indagini sul bombardamento, ricordando che “l’uso di armi chimiche come gli attacchi deliberati contro strutture mediche equivale a crimini di guerra ed a gravi violazioni del diritto umanitario internazionale”.

siria
9. Giovedì 6 – Vertice USA – Cina. Nella notte Trump ha autorizzato attacco missilistico contro base aerea in Siria

Il primo ministro cinese Xi Jingping ha incontrato il presidente Trump in Florida, tra strette di mano e rassicurazione sul mantenimento di buoni rapporti. Tra i temi discussi, un punto importante è stato la minaccia rappresentata dalla Corea del Nord. Da settimane Washington sta facendo pressione sulla Cina auspicando passi in avanti. Nel corso dell’incontro sono stati affrontati anche temi economici e commerciali che potrebbero aprire a nuove concessioni reciproche. Inoltre, nella notte tra il 6 e il 7 aprile, Trump ha autorizzato il lancio di 59 missili contro una base aerea siriana come risposta all’attacco chimico del regime contro i ribelli. Proprio in Florida, durante il vertice, Trump ha informato personalmente il leader cinese del bombardamento contro Assad. Il presidente siriano ha definito l’attacco “spericolato, irresponsabile e sciocco”, promettendo una risposta all’aggressione. Il ministero della Difesa russo ha annunciato ufficialmente al Pentagono la chiusura della linea diretta per prevenire incidenti tra gli aerei militari in Siria. Putin ha richiesto un incontro urgente del Consiglio di Sicurezza.

trump cina

10. Venerdì 7 – Tir lanciato contro la folla a Stoccolma

Un camion è piombato a tutta velocità tra i passanti nella zona pedonale dello shopping nella capitale svedese. Per il primo ministro svedese Stefan Lofven, “tutto indica che si è trattato di un attentato. La Svezia è stata attaccata con un terribile atto terroristico”. Il presunto attentatore alla guida del mezzo, che inizialmente è riuscito a dileguarsi, è stato arrestato nell’ambito delle indagini: si tratta di un 39enne originario dell’Uzbekistan, già inserito in passato negli schedari dell’intelligence svedesi. L’uomo è stato identificato formalmente come un sospetto di “reato terroristico mediante omicidio”. L’attentato ha provocato 4 morti e diversi feriti, molti dei quali già dimessi dall’ospedale.

stoccolma

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