Sissi a Miramar al Verdi: da romanzo a brillante commedia in triestino

nella foto: Alessandro Fullin e Ariella Reggio

di Cecilia Frego

10 settembre 1898.

L’imperatrice d’Austria e regina d’Ungheria Elisabetta di Baviera viene uccisa a Ginevra in un attentato. E se così non fosse? Se ad essere uccisa non fosse stata l’imperatrice, ma la sua dama di compagnia, Sissi dove si sarebbe rifugiata? Questo è ciò che si chiede Alessandro Fullin nel suo romanzo Sissi a Miramar. Tale storia triestina, trasformata in brillante commedia dialettale, è stata messa in scena martedì 4 novembre 2014 al Teatro Verdi di Gorizia.

Giocando col tempo e lo spazio, la vicenda inizia in un castello di Miramare gestito da una vegliarda Carlotta del Belgio (interpretata da Ariella Reggio) con l’aiuto dell’accattivante domestica Ottilia (Alessandro Fullin). Le giornate si susseguono in una dolce solitudine, interrotta soltanto dalla visita di qualche raro turista e del solerte medico di famiglia (Paolo Fagiolo). L’improvviso arrivo di Sissi (Marzia Postogna), fortunosamente scampata all’attentato, porterà una ventata di nuovo nella vita delle castellane. A trasformare il fresco venticello in bora tentatrice sarà l’intervento dello scapestrato rivoluzionario Guglielmo Oberdan – per gli amici Elmo – (Francesco Godina). Grazie all’ottima regia di Alessandro Marinuzzi, le scene e i costumi di Andrea Stanisci e le musiche originali di Carlo Moser, la platea è stata catapultata nella colorata vita triestina, ricca di “cocai” e “jota”. La maestria degli attori della compagnia “La Contrada-Teatro Stabile di Trieste” ha richiamato applausi per oltre 10 minuti. In particolare si sono fatti notare Alessandro Fullin, noto comico nonché autore del libro da cui è tratta la commedia, e Ariella Reggio, per la quale la serata era doppiamente importante.

Prima dello spettacolo, infatti, si è svolta la cerimonia di intitolazione del Ridotto del Teatro comunale “Giuseppe Verdi” a Francesco Macedonio,  regista e autore teatrale goriziano. Ariella Reggio, presente alla cerimonia, ha ricordato il ruolo svolto da Francesco nella fondazione de “La Contrada”, sottolineando l’importanza di mantenerne sempre vivo il ricordo. Sono intervenuti anche il Sindaco di Gorizia Ettore Romoli, il Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia Gianluigi Chiozza e la moglie di Francesco Macedonio, Silvia Macedonio.  Chi volesse conoscere meglio la storia di Francesco Macedonio può consultare il libro Cesco e il suo teatro. Gli amici ricordano Francesco Macedonio, curato dal giornalista Alex Pessotto e presentato durante l’evento. Alla memoria di Francesco è stata dedicata anche la rappresentazione di ieri sera, suscitando una certa commozione in sala. Due ottimi modi di mantenere vivo il ricordo di un uomo che ha dedicato la sua vita al teatro.

About Redazione 375 Articles
Sconfinare è il periodico creato dagli Studenti di Scienze Internazionali e Diplomatiche dell'Università degli Studi di Trieste - Polo di Gorizia. La firma "Redazione" indica comunicati, notizie e pubblicazioni speciali curate da un amministratore o da più autori.

Be the first to comment

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: