Sogno o son desto…in viaggio

di Anna Chierico e Vittoria Marchese

Il sogno si è realizzato in una meravigliosa sera di gennaio quando due ammiratrici sfegatate, giovani all’apparenza ma datate nell’animo, hanno avuto la possibilità di realizzare una delle loro più grandi aspirazioni, potendo incontrare da vicino uno dei più grandi artisti della musica italiana, Giovanni Calone, alias Massimo Ranieri, che alla veneranda età di sessantasette anni è stato in grado di regalare emozioni indescrivibili all’interno di uno spettacolo di due ore, permeato da un perfetto mix di ironia, goliardia e momenti di profonda riflessione.
Giunte al Teatro Verdi di Gorizia abbiamo atteso trepidanti l’arrivo di uno dei nostri miti che, una volta varcate le quinte e salito sul palco, ha totalmente e fin da subito superato le aspettative con uno dei suoi più grandi successi.
Durante la serata l’artista ha utilizzato un filo conduttore composto da varie storie collegate tra loro, intervallando momenti di estrema spensieratezza e allegria con interpretazioni a dir poco magistrali dei grandi classici napoletani, ad altri di profonda riflessione. Nel duplice ruolo di attore e cantante, Ranieri ha poi combinato i suoi più grandi successi con numerosi tributi ad artisti di qualunque genere a lui cari come Shakespeare, Charles Aznavour, Pino Daniele e Fabrizio de Andrè. Dopo ogni performance le persone nel pubblico si rivelavano sempre più entusiaste, ognuno per motivi diversi: chi ricordava la giovinezza ormai perduta, chi gli amori passati, chi Massimo l’aveva già potuto apprezzare dal vivo e si emozionava di nuovo o chi per una vita ha sognato di farlo ma fino a quel momento non ne aveva avuto la possibilità.

Massimo Ranieri (credits: Pagina Facebook Teatro Verdi di Gorizia)

Il tema dell’amore, da sempre ricorrente nei testi dei grandi personaggi del cantautorato italiano, è stato uno dei più sviluppati e l’artista è riuscito a dipingerlo in tutte le sue diverse sfaccettature: come un desiderio perenne o come l’essenza più grande e forte della nostra umanità, ed è per questo che lo spettacolo si è rivelato dir poco travolgente. A nostro avviso tutti gli spettatori si sono sentiti parte di ciò che poeticamente Massimo Ranieri ha provato a spiegare in quelle due ore ricche di sentimenti forti e contrastanti che due ragazze di vent’anni hanno percepito come propri.

La spiazzante attualità che permea i testi interpretati ha fatto si che in quel teatro si sentissero tutti un po’ speciali, soprattutto i pochi giovani come noi ventenni, che l’amore lo stanno ancora cercando, che bramano ingenuamente questo sentimento con curiosità e timore e che hanno ammirato lo spettacolo dal primo all’ultimo minuto. L’emozione era forte di fronte alla passione di un artista che durante tutta la sua carriera è riuscito a trasmettere al mondo questo sentimento, scatenando talvolta ilari risate, talvolta profondi pianti e permettendo ad ognuno di interiorizzarle a modo proprio.

Quando lo spettacolo stava ormai volgendo al termine, l’idea che il sogno stesse svanendo ci ha spinte a posizionarci in prima fila all’entrata artisti del Teatro Verdi. Dopo mille peripezie e molta attesa, siamo riuscite ad immortalare quella fantastica serata in una foto con Massimo Ranieri. Uscite vittoriose da questa avventura e invidiate dalle rispettive nonne, siamo ritornate a casa arricchite, soddisfatte e stupite dalla potenza della passione di un uomo che dopo cinquant’anni di carriera conserva ancora l’energia propria della giovinezza, la voglia di esibirsi e perché no, anche un tocco di charme.

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