Stefan Milenkovich e la Mitteleuropa Orchestra: uno show musicale al Verdi

di Sofia Dall’Osto e Alessandro Beghelli

1987, incontro con il presidente statunitense Ronald Reagan.

1988, visita al capo di Stato russo Michail Gorbačëv.

E infine, 1991: Papa Giovanni Paolo II.

Non si stanno però elencando gli incontri diplomatici di un ambasciatore o di un capo di Stato, ma i concerti tenuti da un violinista serbo di soli 10 anni. Che a sedici festeggia 1000 esibizioni a Monterrey, Messico.

Si tratta di Stefan Milenkovich, ora trentanovenne e concertista da anni affermato, assistente di I. Perlman alla Juilliard School di New York e vincitore di prestigiosi premi quali il Lipizer di Gorizia (vinto nel 1993), il Ludvig Spohr in Germania e molti altri. Suoi maestri, oltre al padre, il professor Igor Ozim, la professoressa Dorothy De Lay e il violinista Itzhak Perlman.

Anche il Teatro Verdi di Gorizia ha avuto l’onore di ospitarlo in un concerto tenutosi lo scorso 11 marzo. Milenkovich si è esibito insieme alla Mitteleuropa Orchestra che, diretta dal Maestro Giovanni Pacor, lo ha accompagnato nel Concerto per violino e orchestra in mi minore di Mendelssohn, per poi eseguire anche l’ouverture del Manfred di Schumann e, in bella chiusura di serata, una Sinfonia di Mozart.

Milenkovich ha subito conquistato il pubblico goriziano con le note del suo violino, eseguendo magistralmente non solo il programma, ma anche altri pezzi (delle Sonate per violino solo di Ysaye e Bach) su insistente richiesta degli applausi continui del pubblico, che solo Milenkovich riusciva a placare, con una semplice mossa: lui imbracciava il proprio violino, anche solo per intonarlo, e il silenzio calava in sala. Milenkovich però non è solo un violinista eccezionale, è stato infatti impossibile non notare la naturalezza e sicurezza con cui calcava il palco, e la capacità di instaurare un rapporto complice con l’uditorio: cosa ci si dovrebbe altrimenti aspettare da un violinista in concerto dall’età di 5 anni? Come ha infatti affermato in una recente intervista, sua intenzione è far sì che lo spettatore partecipi attivamente allo spettacolo, conoscendo personalmente l’artista al di là del semplice ascolto. Prendendo così parte a un vero e proprio evento.

E molta infatti è stata la calca durante l’intervallo e poi al termine dell’esibizione per incontrare il violinista per un autografo, una foto oppure per ottenere qualche consiglio di carattere musicale. Una folla composta da ammiratori di ogni età, dai bambini che appena hanno imbracciato il violino ai più anziani. Tra questi è stato possibile anche scorgere Lorenzo Quelli ed Elena Lipizer, rispettivamente presidente e direttore dell’associazione Carlo Lipizer, organizzatrice del celebre concorso che porta lo stesso nome.

E anche noi di Sconfinare, naturalmente, non ci siamo lasciati sfuggire l’occasione per farci fotografare insieme a un artista così importante e famoso…

“Milenkovich is a star, and that’s something that comes along only a few times in a century.

I may not know much, but I know magic when I hear it.”

The Indianapolis Star, USA

 

Il prossimo appuntamento al Verdi vedrà Ale & Franz esibirsi con lo spettacolo comico “Tanti lati – latitanti”, giovedì 17 marzo alle 20.45 .

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