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Bambini e adolescenti ai margini

8 febbraio 2011 Gabriele Zagni 0

Fini: “I dati dell’Italia sconvolgenti” Il 3 Dicembre 2010 è stato presentato al Presidente della Camera Gianfranco Fini da una delegazione dell’Unicef guidata dal presidente del Comitato Italiano Vincenzo Spadafora, […]

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La lotta continua

5 febbraio 2011 Barbara Peressoni 0

L’arma del dialogo contro la violenza ROMA, 14 Dicembre 2010. A partire dalle 9 del mattino orde di manifestanti, per la maggiorparte studenti universitari, invadono con lunghi e concitati cortei […]

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Corrado Carnevale

26 novembre 2008 Francesco Scatigna 0

Ventitrè maggio millenovecentonovantadue.

Diciannove luglio millenovecentonovantadue.

In cinquantasette giorni, la mafia riuscì a colpire lo Stato, nelle persone di Giovanni Falcone, nominato da appena un giorno nuovo Superprocuratore antimafia a Roma, e di Paolo Borsellino, Procuratore Aggiunto presso la Procura della Repubblica di Palermo.

Da quei giorni sono passati sedici anni e poco più, e quindi qualcuno si potrebbe chiedere come proceda la lotta alla mafia, della quale Falcone e Borsellino sono stati protagonisti ma non certo iniziatori, e soprattutto, purtroppo, non le ultime vittime.

Un modo originale di rispondere a questa domanda è volgersi in tutt’altra direzione. Il nostro Parlamento, si sa, non brilla per alacrità, ma riesce comunque a produrre una certa quantità di leggi e decreti, il cui impatto, quand’anche sembri dimesso, spesso si rivela travolgente.

Ed eccoci, al Senato, al nove ottobre duemilaotto.