Jazz&Wine of Peace Festival 2016 – “This Machine Kills Fascists” da il via alla 19a edizione

Passariano di Codroipo, 23/10/2016 - Controtempo - Jazz&Wine of Peace 2016 - Villa Manin - Francesco Bearzatti Tinissima Quartet “This Machine Kills Fascists” - Francesco Bearzatti: tenor sax, clarinet - Giovanni Falzone: trumpet - Danilo Gallo: bass - Zeno De Rossi: drums - Foto Luca A d'Agostino/Phocus Agency © 2016
Passariano di Codroipo, 23/10/2016 - Controtempo - Jazz&Wine of Peace 2016 - Villa Manin - Francesco Bearzatti Tinissima Quartet “This Machine Kills Fascists” - Francesco Bearzatti: tenor sax, clarinet - Giovanni Falzone: trumpet - Danilo Gallo: bass - Zeno De Rossi: drums - Foto Luca A d'Agostino/Phocus Agency © 2016

L’edizione numero 19 di Jazz&Wine of Peace Festival è ufficialmente iniziata lunedì pomeriggio, con l’anteprima nella suggestiva location di Villa Manin, a Passariano di Codroipo: una settimana dedicata alla buona musica e al buon vino friulano in diversi punti del Collio goriziano e non solo.

Il via è stato quindi dato da un nome che definire esplosivo è poco e che si preannuncia già come solo un “anticipo” di ciò che aspetterà il pubblico da qui a domenica prossima: Francesco Bearzatti (sax tenore e clarinetto) con il Tinissima Quartet (Giovanni Falzone alla tromba, Danilo Gallo al basso e Zeno De Rossi alla batteria). Per il primo il pomeriggio è stato doppiamente importante, in quanto natio proprio di Codroipo, e che in regione è ormai uno dei nomi più celebri dello scenario jazz europeo.

Davanti al pubblico entusiasta, il gruppo ha così ridato vita alle meravigliose note di Woody Guthrie, icona indiscussa del genere nella prima metà del ‘900, in una suite dai mille colori e sfumature dal titolo “This Machine Kills Fascists”. Perché oltre al genio del mito, i “ragazzi” ci hanno messo del loro, trascinando chi ascoltava in un vorticare di melodie senza freno e disegnando con la fantasia un universo di significati troppo grandi per essere racchiusi nei contorni delle parole.

Passariano di Codroipo, 23/10/2016 - Controtempo - Jazz&Wine of Peace 2016 - Villa Manin - Francesco Bearzatti Tinissima Quartet “This Machine Kills Fascists” - Francesco Bearzatti: tenor sax, clarinet - Giovanni Falzone: trumpet - Danilo Gallo: bass - Zeno De Rossi: drums - Foto Luca A d'Agostino/Phocus Agency © 2016
Passariano di Codroipo, 23/10/2016 – Controtempo – Jazz&Wine of Peace 2016 – Villa Manin – Francesco Bearzatti Tinissima Quartet “This Machine Kills Fascists” – Francesco Bearzatti: tenor sax, clarinet – Giovanni Falzone: trumpet – Danilo Gallo: bass – Zeno De Rossi: drums – Foto Luca A d’Agostino/Phocus Agency © 2016

La musica dei quattro attraversa le mille stagioni e i mille umori dell’essere umano, partendo da un epicentro che tuona come la foresta più nera per poi saltare danzando sulla Luna. E poco importa se nemmeno quassù si trova il senno, il ritmo ci fa ricadere subito sulla terra con i piedi per aria, senza sentire ragioni di voler smettere. Il disco è partito e non si scende, c’è un’infinità da esplorare tutta.

Anche ai meno aficionados del jazz questi musicisti eclettici sanno regalare emozioni luminose come stelle. Perché nelle loro note, che arrivano da molto più lontano che non dai loro semplici strumenti, si intravede una gioia di suonare che inevitabilmente si trasmette anche nel pubblico. Certo, non è tutto un arcobaleno: le tonalità smorzate emergono limpidamente dal basso di Gallo, con un sentimento che colpisce dritto al cuore.

L’armonia conclusiva di “Mandi Friul”, brano dello stesso Bearzatti, è la degna conclusione di un viaggio tra le sensazioni. È un canto di amore e nostalgia cantato dalla bellezza struggente del suono, che nasconde sotto il suo timbro caldo la promessa di un arrivederci prossimo: come quello che il pubblico di Jazz&Wine hanno riservato alla fine del concerto, augurandosi di applaudire anche in futuro la maestria di questo gruppo frizzante e coinvolgente.

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Studente al SID di Gorizia, sono stato caporedattore di Sconfinare tra il 2017 e il 2018. Friulano, sono appassionato di frontiere, soprattutto quelle del Corno d'Africa. Dicono che sono sempre impegnato, ma non ho mai avuto tempo per rispondere che è vero.

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