Un anno da campioni: i migliori sportivi del 2015

di Richard Puppin e Guglielmo Zangoni

Lo sport è competizione e, molto spesso, parafrasando Giampiero Boniperti, “vincere non è importante: è la sola cosa che conti“. Per questo motivo, abbiamo scelto di ripercorrere l’annata sportiva che si sta per concludere selezionando alcuni personaggi che, a nostro parere, l’hanno segnata indiscutibilmente con le loro vittorie.

FC Barcellona: Detentore della Coppa del Re (l’equivalente della nostra Coppa Italia), campione di Spagna in carica, detentore della Supercoppa europea, campione d’Europa in carica e fresco vincitore della Coppa del Mondo per club. Nel 2015 la squadra allenata da Luis Enrique ha vinto tutto quello che c’era da vincere non lasciando nemmeno le briciole agli altri. Trascinati da un tridente da sogno composto da tre dei migliori giocatori al Mondo, se non i migliori in assoluto – Messi, Neymar, Luis Suarez – i blaugrana hanno bissato l’annata 2008-09, quando, allenati dall’ora tecnico del Bayern Monaco Josep Guardiola, trionfarono in tutte le competizioni realizzando il celebre Triplete. Ormai gli aggettivi per descrivere la magia di questa squadra si sono sprecati; la storia, i campioni, ciò che questa società rappresenta per la popolazione catalana costituiscono dei valori aggiunti, alimentano la leggenda di quello che, a tutti gli effetti, è considerato más que un club.

Stephen Curry: si è trattato di un’annata incredibile per il classe ‘88 nativo di Akron. Ball-handler e tiratore eccezionale, nonché notevolissimo assist-man, il playmaker dei Golden State Warriors ha dapprima concluso la regular season 2014-15 (durante la quale, in Febbraio, si è tolto anche la soddisfazione di vincere il Three-Point Contest nell’ambito dei tradizionali tre giorni dell’All Star Game) con ottime cifre (23,8 punti, 4,3 rimbalzi e 7,7 assistenze a partita) ed il meritato titolo di MVP (Most Valuable Player) dell’intera lega; in seguito, giocando un ruolo decisivo soprattutto verso le ultime partite, si è laureato, a Giugno, campione NBA nella serie conclusiva dei Playoff 2015 che i suoi (senza titolo dal 1975) hanno vinto per 4-2 contro i Cleveland Cavaliers di LeBron James (arrivato alla quinta apparizione consecutiva in finale). Il favoloso inizio di stagione 2015-16 della sua squadra (29 vittorie e una sola sconfitta in questo momento) rispecchia il suo stato di grazia: attualmente guida la lega con 30,8 punti di media e risulta tra i primi in ulteriori numerose statistiche.

Serena Williams: Che parole utilizzare per descrivere un’autentica divoratrice di trofei e di trionfi? Serena Williams chiude il suo 2015 con 3 Slam vinti su 4, riuscendo così a completare, per la seconda volta nella sua carriera, il Grande Slam, o sarebbe meglio dire il “Serena Slam”. Tutto comincia il 31 Gennaio, quando, in due set, ammutolisce Maria Sharapova e conquista il suo sesto Australian Open; a giugno vince il suo 3° Roland Garros battendo in finale Lucia Safarova e l’11 Luglio, a Wimbledon, fa suo il 21° Slam della carriera dopo aver affrontato in finale la giovane spagnola Garbine Muguruza. S’inchina solamente alla nostra Roberta Vinci nella storica semifinale dello US Open di questa estate vinto da una straordinaria Flavia Pennetta (la nostra menzione d’onore) al termine di una finale tutta italiana.

Novak Djokovic: Alla pari di Serena Williams, il 2015 è stato l’anno del dominio anche per Novak Djokovic. Anche per lui arrivano ben 3 Slam su 4 causa impresa di Stan Wawrinka in finale a Parigi, il quale, in 4 set tiratissimi, si è vendicato della sconfitta subita pochi mesi prima all’Australian Open negando, così, a Nole, l’opportunità di conseguire il primo Career Slam. A conti fatti, la terra rossa è l’unico terreno sul quale il serbo non abbia già issato la sua bandiera. Battuto in finale per ben tre volte il Roland Garros rappresenta l’unico cruccio rimasto ad un atleta che non ha davvero niente da invidiare ai grandi del passato. Quattro volte ATP Player of The Year, 10 Slam su 18 finali disputate, bronzo olimpico a Pechino nel 2008; a 28 anni la sua carriera ha ancora molto da offrire in termini di spettacolo.

All Blacks: la squadra più famosa e temuta del mondo della palla ovale riesce per la prima volta nell’impresa di vincere due edizioni consecutive dei mondiali di rugby – 2015 e 2011 – e sale così a 3 vittorie totali (compresa quella del 1987) su 8 edizioni staccando Australia e Sud Africa (entrambe a 2). La vittoria del titolo arriva grazie al 34-17 con cui i “tutti neri” piegano l’Australia stessa nella finale londinese di Twickenham: il match rimane sempre in saldo controllo dei neo-zelandesi tranne che per alcuni giri di orologio tra 64’ e 70’ minuto quando gli “Wallabies” si ritrovano a soli 4 punti di distanza (17-21) prima di essere ricacciati indietro da un drop ed un calcio piazzato di Dan Carter, loro mediano d’apertura e simbolo. Complessivamente, con l’eccezione della sofferta vittoria sugli “Springboks” sudafricani in semifinale (20-18), gli “All Blacks” vincono sempre in scioltezza e si concedono, allo stesso tempo, di massacrare, ai quarti di finale, per 62-13 quella stessa Francia che, nell’edizione del 2007, li aveva clamorosamente eliminati al medesimo stadio della competizione.

Lewis Hamilton: vincitore su Mercedes dell’ultimo Campionato mondiale di Formula 1. Se dopo le prime 10 prove vantava la leadership della classifica con un margine di punti ristretto, i primi posti ottenuti nelle gare successive (Spa-Francorchamps, Belgio; e Monza, Italia) gli hanno permesso di prendere il largo e assicurarsi la conquista del campionato con tre gare di anticipo davanti al compagno di squadra Nico Rosberg e al ferrarista Sebastian Vettel. Si tratta del terzo titolo iridato della sua carriera (quinto all-time a pari merito con Lauda, Senna, Stewart, Brabham e Nelson Piquet) e fa seguito a quelli del 2008 e del 2014. A livello statistico, grazie alle 10 vittorie ottenute nel 2015, il nativo di Stevenage diventa il terzo pilota di sempre per Gran Premi vinti (43): se davanti a lui ci sono solo l’inarrivabile Michael Schumacher (91) ed il francese Alain Prost (51), alle sue spalle troviamo a distanza ravvicinata Vettel (42) e Fernando Alonso (41).

Gregorio Paltrinieri: classe 1994, ragazzo della provincia acqua e sapone e tifoso sfegatato dei New York Knicks. Il suo 2015 è stato, senza mezzi termini, semplicemente strepitoso. Ai mondiali di Kazan ha strabiliato i presenti con due medaglie, oro nei 1500 mt. stile libero e argento negli 800 mt stile libero, condite, entrambe, dai rispettivi record europei. Come se non bastasse, a Netanya, lo scorso 4 dicembre, ha conquistato l’oro nei 1500 stile libero in vasca corta frantumando il precedente record mondiale. Indubbiamente l’atleta, insieme a Federica Pellegrini e Marco Orsi, più in forma del nuoto italiano (senza dimenticare l’astro nascente Gabriele Detti). Gabriele detto “Greg” è la prova lampante che la nazionale azzurra ha definitamente svoltato pagina da Londra 2012, indubbiamente un buon auspicio per le prossime Olimpiadi di Rio.

Menzione d’onore – Flavia Pennetta: la Flavia nazionale realizza una vera e propria impresa a pochi anni di distanza dall’ultima atleta azzurra vittoriosa in uno slam: Francesca Schiavone, Roland Garros 2013. La brindisina, amica e rivale di Roberta Vinci, ha incantato la platea di New York dimostrando uno stato di forma eccezionale, come mai le era capitato prima di allora, risultando, a 33 anni, l’atleta più longeva, nella storia del tennis, ad aggiudicarsi per la prima volta in carriera uno slam. La finale tutta italiana, giocata al Flushing Meadows, ha letteralmente trascinato una nazione intera davanti alla tv e fatto emozionare milioni di italiani, appassionati e non. Flavia e Roberta, come del resto Francesca e la grintosissima Sara Errani prima di loro, hanno dimostrato la bontà del tennis italiano: un movimento che da sempre ha sofferto l’agonismo e la continuità della ribalta internazionale ma che sicuramente sa come farsi valere.

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