Un anno in 10 notizie

di Emma Boschini, Giulia Calibeo, Timothy Dissegna, Liam McCourt, Federica Nestola, Arianna Orlando e Veronica Vidotto.

Volgendo uno sguardo d’insieme a questo 2016 che si sta avviando verso la conclusione, alcune cose ci appaiono chiare ed altre meno. Sicuramente è stato un anno ricchissimo di avvenimenti, che hanno avuto risvolti sia positivi, come l’approvazione del DDL Cirinnà in Italia e i Giochi Olimpici di Rio de Janeiro, che negativi, come il caso Regeni, il tentato golpe in Turchia, il terremoto nel Centro Italia, l’avanzata dello Stato Islamico e i molteplici attentati. Inoltre, nel corso di quest’anno, in più occasioni molti sono probabilmente andati a letto con un presentimento, che però poi si è rivelato infondato al loro risveglio, non trasformandosi in realtà ma lasciando il posto all’inaspettato, all’incertezza. Opinione comune è che ciò sia accaduto per la Brexit, l’elezione di Donald Trump alla Casa Bianca e l’esito del referendum costituzionale in Italia.

Eccezionalmente, per questa volta, Una settimana in 10 notizie si trasforma in Un anno in 10 notizie, offrendo ai lettori una rassegna – difficilissima da stilare – delle notizie più rilevanti del 2016, per non lasciar scivolare via (quasi) nulla di ciò che è accaduto nel mondo nel corso di 365 giorni difficili da chiudere nei cassetti della memoria.

  1. gennaio – febbraio 2016: Ritrovamento in Egitto del corpo senza vita del ricercatore Giulio Regeni

Il 2016 si è aperto con il caso Regeni, che ha suscitato reazioni e ripercussioni internazionali. Il 25 gennaio il ricercatore originario di Trieste venne rapito al Cairo, in Egitto, e dopo l’appello sui social network della fidanzata e dei genitori, il cadavere fu rinvenuto qualche giorno più tardi, il 3 febbraio, nei pressi della città in cui viveva in qualità di ricercatore; stava infatti conducendo degli studi sui sindacati indipendenti egiziani presso l’Università americana del Cairo. I chiari segni di mutilazioni e torture sul corpo di Regeni hanno immediatamente scatenato reazioni diplomatiche, oltre che sgomento e apprensione per l’accaduto. Nel corso dei mesi sono state avanzate, e poi sistematicamente ritrattate, diverse ipotesi sul motivo dell’uccisione di Regeni: dall’incidente stradale, al pestaggio dovuto a una relazione omosessuale o ancora allo spaccio di sostanze stupefacenti, fino all’ipotesi di uccisione da parte di sicari, Baltagiya, assoldati dagli organismi del controspionaggio egiziano. La mancanza di disponibilità delle autorità egiziane alla collaborazione ha reso progressivamente più tesi i rapporti tra Italia ed Egitto e soltanto lo scorso settembre i pubblici ministeri egiziani in visita a Roma hanno ammesso che il ricercatore era sottoposto a sorveglianza dai servizi di sicurezza del governo di Abd al-Fattah al-Sisi. Il caso è ancora aperto e le indagini sembrano procedere lentamente, nonostante la pressione da parte di organizzazioni come Amnesty International, che con la campagna “Verità per Giulio Regeni” chiede chiarezza sulle dinamiche dell’omicidio, condannando a voce alta la tortura e le continue violazioni dei diritti umani del governo egiziano di al-Sisi.

regeni

  1. 11 maggio 2016: L’Italia ha approvato le unioni civili

Il disegno di legge sulla “Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze”, conosciuto anche come DDL Cirinnà poiché la senatrice del Partito Democratico Monica Cirinnà ne è stata la prima firmataria, è stato approvato dalla Camera con 372 voti a favore mercoledì 11 maggio 2016, dopo essere stato approvato dal Senato lo scorso 25 febbraio 2016. Rispetto alla proposta iniziale, in Senato sono stati eliminati due punti salienti della legge, quali la stepchild adoption, ovvero il diritto da parte del partner di adottare legalmente il/la figlio/a del/la compagno/a, e l’obbligo di fedeltà, ma nonostante ciò il DDL ha esteso tutti i diritti del matrimonio civile anche alle unioni civili. Per quanto riguarda il divorzio, invece, la procedura è stata abbreviata da sei a tre mesi. Una polemica che è nata subito dopo la presentazione dell’iniziativa parlamentare ha riguardato il cosiddetto “utero in affitto”, pratica che però in Italia è proibita. Si può dire che l’Italia abbia fatto un grande passo avanti verso i diritti e l’uguaglianza, svecchiando i pensieri di chi crede che tutto debba rimanere esattamente così com’è.

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  1. 23 giugno 2016: Brexit, il Regno Unito vuole lasciare l’UE

Il 23 giugno 2016 il popolo britannico è stato chiamato a votare in un referendum consultivo sulla Brexit, ovvero sulla possibilità da parte del Regno Unito di lasciare l’Unione Europea, di cui è membro dal 1972. Il referendum è stato una proposta della campagna elettorale di David Cameron, primo ministro inglese, che ha sottolineato come siano cambiate molte cose in Europa e come ci fosse la necessità di porre rimedio al malcontento riguardo le politiche adottate dall’UE. Contro ogni sondaggio, a vincere è stato il Leave con il 51.90% dei voti, che ha portato non solo tanto sgomento ma anche tanta rabbia, in un ampio momento di tensioni aggravato prima dall’omicidio di Jo Cox, deputata laburista schierata dalla parte del Remain, e dopo dalle dichiarazioni di Nicola Sturgeon, primo ministro scozzese, sostenitrice di un secondo referendum per l’indipendenza. Dopo l’esito della votazione il premier Cameron si è dimesso, lasciando il posto a Theresa May, anche lei del partito conservatore. Essendo il referendum soltanto consultivo, il parere espresso dal popolo non è stato vincolante e perciò è stata necessaria la decisione della Corte Suprema Britannica per far votare il Parlamento e avviare la procedura d’uscita definitiva. C’è però ancora tanta strada da fare, sia per avviare le negoziazioni con l’UE, sia per placare la confusione generale nel Paese.
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  1. 15 luglio 2016: Tentato colpo di Stato armato in Turchia

Quest’estate il fallito golpe in Turchia ha infervorato per giorni, settimane e mesi la stampa mondiale. È stato, infatti, uno degli avvenimenti più controversi di questo 2016: tanti hanno parlato di colpo di stato militare, altri erano restii a usare un tale aggettivo, adducendo la colpa ad una sola componente delle forze armate turche, seguace del predicatore Fethullah Gülen. La sera del 15 luglio 2016, mentre l’esercito bloccava il traffico e chiudeva i ponti sul Bosforo e l’aviazione militare sorvolava i cieli di Ankara, un comunicato dei cospiratori veniva letto sull’emittente televisiva TRT: era in corso un colpo di Stato. In risposta i turchi, ancor prima dell’appello del presidente eletto Recep Tayyip Erdoğan trasmesso dalla CNN turca, sono scesi in strada per fermare i golpisti. La mobilitazione popolare e politica, anche delle forze di opposizione all’AKP, il partito di governo, è stata massiva tanto che già nella notte era chiaro che i golpisti avevano fallito. Le stime parlano di almeno 270 morti. Nonostante il tentativo di colpo di Stato sia celermente naufragato, esso ha inaugurato una stagione di severe repressioni dei sospettati gulenisti, che aveva visto i suoi natali già prima dell’avvenimento (un caso eclatante è stato il commissariamento del quotidiano d’opposizione Zaman nel marzo 2016). Limes parla di “golpe fallito e controgolpe riuscito”: Erdoğan ha iniziato a operare epurazioni negli ambienti militari, giudiziari e amministrativi e introdurre una serie di misure liberticide a danno soprattutto dell’istruzione e dell’informazione. Il presidente turco, forte del potere repressivo datogli dal disastrato colpo di mano, ha proclamato e poi prorogato lo stato di emergenza e cominciato a indirizzare sempre più la sua Turchia verso il presidenzialismo che da tempo prospettava. turkish-coup

  1. 5/21 agosto 2016: Olimpiadi di Rio de Janeiro

La scorsa estate il Brasile, ed in particolare Rio de Janeiro, ha ospitato i Giochi della XXXI Olimpiade, diventando il primo paese sudamericano in cui ha avuto luogo un’edizione delle Olimpiadi. Queste ultime si sono svolte in strutture in parte preesistenti e in parte costruite ex-novo, e la maggior parte delle manifestazioni si è tenuta a Barra da Tijuca, dove si trovava anche il villaggio olimpico. I restanti eventi sono stati concentrati a Copacabana, Maracanã, che ha ospitato le cerimonie di apertura e chiusura, e Deodoro. In quest’edizione i partecipanti sono stati 11.360, di cui 554 statunitensi e soltanto un atleta del Brunei, e le discipline sono passate da 26 a 28 con l’ingresso del golf, che ha fatto ritorno fra gli sport riconosciuti a livello olimpico dopo esservi stato escluso per oltre un secolo, e il rugby, presente in alcune delle prime edizioni. Come nel 2012, in vetta al medagliere si sono posizionati gli Stati Uniti d’America con 121 medaglie totali, 19 più di Londra, e ben 61 firmate da donne, come l’incredibile ginnasta Simone Biles. Il progetto statunitense è esplodere a Los Angeles 2024, facendo razzia. Rio, però, ha premiato soprattutto la Gran Bretagna, diventata seconda forza olimpica grazie al ciclismo e all’atletica. Si sono distinti anche il Giappone, che ha compiuto un balzo in avanti in termini di ori e di podi complessivi, e l’Italia, che oltre ogni più rosea aspettativa ha portato a casa un bottino di 28 medaglie, 8 d’oro.

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  1. agosto – ottobre 2016: Terremoto nel Centro Italia

Non è stata una bella seconda metà d’anno per le popolazioni del Centro Italia: il 24 agosto, infatti, un terremoto di magnitudo 6.0 ha colpito la Valle del Tronto e i Comuni della zona tra Lazio, Marche e Umbria. Tra i paesi maggiormente danneggiati ci sono stati Accumoli (RI), Arquata del Tronto (AP) e Amatrice (RI), divenuta un po’ il “simbolo” del sisma, essendo stata quasi tutta distrutta. Non è però bastato lo sciame sismico di fine estate. A fine ottobre, infatti, nuove scosse hanno messo in ginocchio le zone già colpite e anche quelle che avevano subito il terremoto del 1997 nel Perugino. La scossa più forte, di magnitudo 6.5 e con epicentro tra Norcia e Preci, è stata registrata il 30 ottobre. Proprio la cattedrale del primo paese, famosa in tutto il mondo per la propria bellezza, ha subito ingenti danni. Jean-Claude Juncker ha dichiarato che la Commissione Europea si farà carico della sua ricostruzione (RaiNews24). Le vittime di questa lunga e interminabile tragedia ammontano a 302, ma “solo” 299 sono state causate dal primo sisma: a ottobre, infatti, gli edifici hanno per lo più retto perché ricostruiti a fine Anni ’90, oppure perché già abbandonati dopo le prime scosse.

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  1. 8 novembre 2016: Donald Trump presidente degli Stati Uniti d’America

Le primarie dei partiti democratico e repubblicano, tenutesi tra i mesi di febbraio e giugno 2016, hanno visto come “vincitori” l’ex segretario di stato Hillary Clinton e il miliardario newyorkese Donald Trump. Nei mesi successivi i due si sono fronteggiati in una campagna elettorale senza precedenti: Clinton è stata colpita da alcuni scandali legati a delle mail segrete trapelate, e Trump ha basato la sua campagna elettorale su delle dichiarazioni spesso xenofobe e sessiste. Le elezioni si sono tenute l’8 novembre 2016 e hanno visto trionfare Donald Trump, sebbene la Clinton abbia ottenuto un maggior numero di voti (ciò può avvenire poiché il sistema elettorale statunitense è proporzionale). Insieme al presidente gli elettori hanno votato anche per eleggere parte del senato, che ora è composto prevalentemente da membri repubblicani. Come vicepresidente, invece, è stato eletto Mike Pence, governatore uscente dell’Indiana. L’insediamento avverrà il 20 gennaio 2017.

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  1. 4 dicembre 2016 – Referendum costituzionale e caduta del Governo Renzi

L’aveva dichiarato a dicembre 2015, in occasione dell’annuale incontro di fine anno con la stampa: “Se perdo al referendum, considero conclusa la mia vita politica”. È stato l’inizio della fine per l’ormai ex Premier Matteo Renzi, che da quel giorno in poi ha personalizzato in modo irreversibile il quesito referendario del 4 dicembre sulla riforma costituzionale decisa dal DDL Boschi. Dopo oltre un anno di campagna elettorale dei sostenitori del Sì e del No, caratterizzata da toni accesissimi e violenza verbale da entrambi gli schieramenti, la riforma è stata bocciata dal 59.12% dei votanti, con un’affluenza “record” del 65.47%. La sera stessa del voto, quando ancora non erano stati completati tutti gli scrutini, Renzi ha annunciato le proprie dimissioni. Il Presidente della Repubblica Mattarella ha, quindi, affidato l’incarico, quasi a sorpresa, al già Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni che, in pochi giorni, ha composto la propria squadra di governo e ottenuto la fiducia dal Parlamento con una maggioranza leggermente minore rispetto a quella del predecessore. Non si sono registrati molti cambiamenti ai vertici dei Ministeri, se non per il trasferimento di Alfano dagli Interni agli Esterni, sostituito da Marco Minniti, ex Viceministro al Viminale dal 2006 al 2008 con Prodi, e per l’ingresso del renziano Luca Lotti allo Sport.

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  1. 2016 – Stato Islamico

Durante tutto il 2016, i raid dell’Iran, della Russia e della coalizione guidata dagli Stati Uniti, ed un rafforzamento complessivo delle forze governative irachene, curde e del regime siriano hanno costretto lo Stato Islamico dell’Iraq e del Levante a porsi sulla difensiva, sia sul fronte siriano, che su quello iracheno. In Siria, grazie alla tregua firmata fra forze del regime ed i ribelli, le truppe siriane sono riuscite a riconquistare le città strategiche di Palmira e Al-Qaryatayn che, però, l’ISIS ha parzialmente riconquistato a dicembre. Gli sviluppi più importanti si sono registrati in Iraq, dove lo Stato Islamico ha perso fette significative di territorio e si è dimostrato incapace di lanciare controffensive efficaci, a differenza della Siria. Il gruppo ha, infatti, dovuto subire la riconquista governativa delle località di Ramadi, Hit e Falluja. Inoltre, ad ottobre è iniziata l’offensiva per la riconquista della città di Mosul, la seconda città dell’Iraq per popolazione, nonché capitale ufficiosa dell’ISIS nella zona.

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  1. 2016 – L’interminabile serie di attentati

22 marzo 2016, Bruxelles, Belgio: Due esplosioni hanno colpito l’Aeroporto di Bruxelles e lo scalo della metropolitana di Maelbeek provocando 35 morti e 340 feriti. Gli attacchi sono stati rivendicati dall’autoproclamato Stato Islamico.

28 giugno 2016, Istanbul, Turchia: Tre kamikaze hanno aperto il fuoco sulla folla all’Aeroporto Istanbul-Ataturk, azionando poi le proprie cinture esplosive. Le vittime sono state 23 e i feriti 182. L’attacco è stato rivendicato dallo Stato Islamico.

3 luglio 2016, Baghdad, Iraq: Il giorno della fine della festività del Ramadan quattro esplosioni di fronte ad un centro commerciale ed a dei ristoranti hanno scosso la capitale dell’Iraq, provocando 324 morti e centinaia di feriti. L’attacco è stato rivendicato dallo Stato Islamico come vendetta per la riconquista governativa di Ramadi.

14 luglio 2016, Nizza, Francia: Un uomo alla guida di un camion pesante ha deliberatamente investito la folla che assisteva alle celebrazioni per la Festa Nazionale Francese. Le vittime dell’attentato sono state 84, i feriti 250. L’attacco è stato rivendicato dallo Stato Islamico.

23 luglio 2016, Kabul, Afghanistan: Una violenta esplosione in una manifestazione a favore della realizzazione di un’infrastruttura elettrica ha provocato 80 morti e oltre 200 feriti. L’attentato è stato rivendicato dallo Stato Islamico che ha voluto colpire un corte di manifestanti prevalentemente sciiti.

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Studentessa del 3º anno al SID. 22 anni, mille dubbi, poche certezze, troppe aspirazioni e una vita da inventare. Come cantavano i Pink Floyd nel 1987, mi sento "a soul in tension that is learning to fly". Da sempre appassionata di letteratura e musica, penso che scrivere sia il modo migliore per sentirsi più leggeri.

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