10/17 marzo – Una settimana in 10 notizie

Dalle primarie del Partito Democratico all’anniversario dei sei anni di guerra civile in Siria, anche questa settimana ha lasciato numerose notizie dietro di sé. Ricostruiamo il panorama italiano e quello internazionale, soprattutto guardando ai fronti caldi del Medio Oriente, ma anche a quelli interni: la battaglia sui voucher, ad esempio, si preannuncia agguerrita nonostante la loro scomparsa per evitare il referendum.

  1. 10 marzo: Renzi al Lingotto inizia la campagna per le primarie PD

È partita da Torino la rincorsa alla segreteria del Partito Democratico di Matteo Renzi. Un “punto zero” non casuale, dato che proprio nel capoluogo piemontese, oltre dieci anni fa, Walter Veltroni teneva a battesimo l’allora neonato soggetto politico della sinistra. Alla convention avrebbero preso parte circa 5 mila persone, per ascoltare i numerosi ospiti chiamati. L’ex Premier ha lanciato il proprio messaggio: “Non vogliamo un partito di correnti e caminetti, c’è bisogno di più leader non di meno leader” (Repubblica). Parallelamente alla tre giorni al Lingotto, il Ministro della Giustizia Orlando – e avversario di Renzi alle primarie – iniziava la propria campagna in Abruzzo. Il terzo sfidante, il governatore della Regione Puglia Michele Emiliano, ha presentato la propria candidatura al circolo PD di via dei Giubbonari, a Roma.

Matteo Renzi nel 2014, all'epoca ancora Presidente del Consiglio (Wikipedia)
Matteo Renzi nel 2014, all’epoca ancora Presidente del Consiglio (Wikipedia)

2. 11 marzo: Le elezioni in India hanno premiato i nazionalisti di Modi

Iniziate a febbraio, le elezioni legislative in cinque Stati dell’India si sono concluse l’8 marzo e i risultati sono stati resi noti tre giorni dopo. Si votava in Uttar Pradesh, Punjab, Goa, Manipur e Uttarakhand: proprio in quest’ultimo, il partito di governo Bharatiya Janata Party (BJP) ha registrato una netta vittoria, aggiudicandosi così lo Stato più popoloso dell’Unione Indiana, con i suoi 200 milioni di abitanti, e migliorando il 42% ottenuto nella tornata del 2014. Le elezioni erano un’importante prova per il Premier Narendra Modi, poiché successive alla sua riforma economica che ha suscitato aspre polemiche, togliendo dalla circolazione le banconote di taglio più grande (da 500 e mille rupie), le quali rappresentano l’84% del contante (dati CeSI). Ciò può rassicurare il leader induista, che molto probabilmente punterà al secondo mandato nel 2019.

The Prime Minister, Shri Narendra Modi addressing the gathering at the Indian Community Reception Event, at Singapore Expo, Singapore on November 24, 2015.
The Prime Minister, Shri Narendra Modi addressing the gathering at the Indian Community Reception Event, at Singapore Expo, Singapore on November 24, 2015.

3. 13 marzo: Tensione in Somalia dopo l’elezione del nuovo Presidente

Una serie di attentati terroristici ha colpito Mogadiscio: un’autobomba ha ucciso sei persone in una strada particolarmente trafficata della città, mentre un attentatore suicida alla guida di un minibus si è fatto esplodere nei pressi di un checkpoint della polizia. L’obiettivo sarebbe stato impedire che il Paese si ristabilizzi, soprattutto dopo la recente elezione del nuovo Presidente Mohamed Abdullahi Mohamed “Farmajo”. Nonostante la missione dell’Unione Africana AMISOM (African Union Mission in Somalia) nel 2011 abbia espulso i terroristi di al-Shabaab da Mogadiscio, la resistenza di questo gruppo rappresenta una delle criticità maggiori per la nuova presidenza, la cui agenda politica include l’opera di state building e di ricostruzione delle istituzioni statali (CeSI). All’orizzonte ci sono anche i problemi legati alla pirateria e ristabilire i rapporti con i territori dichiaratisi autonomi, come il Puntland e il Somaliland.

Mohamed Abdullahi Farmajo listens keenly as members of the Presidential Elections Committee count ballots cast during the presidential election at the Mogadishu Airport hangar on February 8, 2017. Farmajo was declared the president of Somalia after incumbent Hasan Sheikh Mohamud conceded defeat (Wikipedia)
Mohamed Abdullahi Farmajo listens keenly as members of the Presidential Elections Committee count ballots cast during the presidential election at the Mogadishu Airport hangar on February 8, 2017. Farmajo was declared the president of Somalia after incumbent Hasan Sheikh Mohamud conceded defeat (Wikipedia)

4. 14 marzo: Le forze militari dell’Ossezia del Sud sono entrate nell’esercito russo

Nuovi sviluppi nel Caucaso: il presidente russo Vladimir Putin ha ordinato, infatti, di incorporare le forze militari dell’Ossezia del Sud all’interno delle forze armate della Federazione Russa. La mossa è il primo passo per includere ufficialmente nella Federazione Russa l’Ossezia del Sud, rivendicata dalla Georgia dopo la guerra tra Tblisi e Mosca, e la cui invasione da parte di Putin è stata denunciata dalla Comunità Internazionale. “Il rafforzamento di questa cooperazione e l’integrazione militare sul piano operativo e delle procedure dell’Ossezia del Sud nella Federazione Russa sembra costituire una risposta alla pretesa della Georgia di entrare a far parte della NATO e alla frequente presenza sul territorio georgiano di truppe dell’Alleanza Atlantica e consiglieri militari statunitensi (Analisi Difesa). Contesa tra Russia e Georgia è anche l’Abcasia, situata strategicamente sul Mar Nero.

La carta geografica del confine tra Russia e Georgia, con le relative zone contese (Osservatorio Balcani e Caucaso)
La carta geografica del confine tra Russia e Georgia, con le relative zone contese (Osservatorio Balcani e Caucaso)

5. 15/16 marzo: Settimana di tensione in Francia

La Francia rimarà in stato di emergenza fino al 15 luglio, e gli eventi dell’ultima settimana non aiutano a stemperare la tensione: mercoledì, presso la sede parigina del Fondo Monetario Internazionale, è esploso un petardo inviato per posta, ferendo un’impegata. All’origine del gesto ci sarebbe il gruppo anarchico greco Cospirazione delle cellule di fuoco” (Afp/HuffPost). Il giorno dopo, invece, si è temuto un nuovo attacco terroristico quando, nel liceo Tocqueville a Grasse, cittadina vicino a Nizza, un 17enne ha iniziato a sparare sui presenti con un fucile a pompa. Nessuna vittima ma sono rimasti feriti in 8. Figlio di un consigliere comunale che ha militato nel Front National, il giovane era armato anche di una pistola e due granate. Il gesto sarebbe stata un’emulazione delle diverse stragi successe negli USA.

Polizia in servizio a Parigi (Flickr)
Polizia in servizio a Parigi (Flickr)

6. 15 marzo: L’Olanda si allontana dalla Nexit

Si temeva che l’estrema destra olandese potesse sfruttare il caso diplomatico tra l’Aia e Ankara per acquisire voti, ma il risultato è stato ben diverso: l’affluenza dell’82% ha, infatti, riconfermato al governo i liberali di destra del Vvd guidato dall’europeista Mark Rutte, con oltre il 20% dei consensi. Un risultato minore rispetto all’ultima tornata elettorale, nel 2012, ma sufficiente ad aggiudicarsi 31 dei 150 seggi della Camera Bassa olandese. Gli euro-scettici del Pvv di Geert Wilders si sono fermati a poco più del 12%, mentre sono cresciuti esponenzialmente i verdi di GroenLinks (10,1%) e sono crollati i labour del Pvda (6,1%), partito del Presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem. Si allontana così il progetto della Nexit, ossia l’uscita dall’UE invocata da Wilders, che prima di scoprire il risultato aveva dichiarato: “Comunque vada, il genio della lampada del populismo non potrà rientrare nella lanterna” (Huffington Post).

Mark Rutte durante una conferenza stampa, nel 2010 (Wikipedia)
Mark Rutte durante una conferenza stampa, nel 2010 (Wikipedia)

7. 16 marzo: Il presidente del Libano Aoun ricevuto da Papa Francesco

Il presidente del Libano – carica istituzionale storicamente affidata a un cristano – Michel Aoun è stato ricevuto in Vaticano, dove ha parlato con il Papa e poi con il Segretario di Stato Piero Parolin. Nel corso della giornata, si è fatto “riferimento alla Siria, con particolare attenzione agli sforzi internazionali per una soluzione politica al conflitto”. Lo riposta la Sala stampa vaticana, aggiungendo che “è stato altresì ribadito l’apprezzamento per l’accoglienza che il Libano presta ai numerosi profughi siriani” – il Paese ne ospita infatti circa 1 milione – e che “infine, si è avuto un più ampio scambio di vedute sul contesto regionale, facendo cenno agli altri conflitti in corso e alla situazione dei cristiani in Medio Oriente”. Alla fine, Aoun ha invitato il Pontefice via Twitter a visitare a sua volta lo Stato mediorientale.

Michel Aoun, 2015 (Wikipedia)
Michel Aoun, 2015 (Wikipedia)

8. 16 marzo: Sei anni di guerra in Siria

Se si pone come data “inaugurale” il giorno in cui migliaia di manifestanti nelle principali città siriane scesero in piazza contro Assad, allora questa settimana ha visto il sesto anniversario dallo scoppio del conflitto siriano. Ultimo rimasuglio di quelle Primavere arabe che dovevano migliorare le condizioni di vita nel Maghreb e Medio Oriente, oggi la Siria rimane una polveriera in piena crisi internazionale nonostante le difficoltà dell’IS. A seguito della violenta risposta repressiva del regime, i Paesi confinanti sono entrati in scena, dalla Turchia ai Paesi del Golfo: secondo il Syrian Observatory for Human Rights, dall’inizio delle ostilità ad oggi, sarebbero morte 321mila persone, equivalente al “10% della popolazione siriana (…) mentre 10 milioni di persone sarebbero state costrette ad abbandonare le loro case” (Panorama).

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9. 17 marzo: Il governo dice addio ai voucher

Per ora il referendum sui voucher è stato sventato: il Consiglio dei Ministri ha, infatti, approvato il decreto legge per cancellare i buoni lavoro dal 2018, ripristinando “integralmente la responsabilità solidale del committente con l’appaltatore e gli eventuali subappaltatori per garantire le tutele dei lavoratori” (ANSA). La consultazione era stata indetta per il 28 maggio ma l’ultima parola sarà comunque quella della Cassazione. Adesso il governo starebbe studiando nuove norme: “Useremo le prossime settimane – ha spiegato il premier Paolo Gentiloni, al termine del Cdm – per una regolazione seria del lavoro saltuario e occasionale”, aprendo un confronto con le parti sociali ed il Parlamento. Confindustria, Confcommercio, Confapi si sono schierate contro questa decisione, ma anche la Cisl si è detta perplessa. All’attacco anche le opposizioni: “siamo passati dall’abuso indiscriminato a zero per paura della Cgil (…) il risultato è il lavoro nero”, ha dichiarato Salvini.

Jobs Act: ok Consulta, si fara' referendum su voucher

10. 17 marzo: Un anno dall’accordo UE-Turchia, la denuncia delle ONG

Oxfam, International Rescue Committee e Norwegian Refugee Council denunciano l’accordo tra Bruxelles ed Ankara per la gestione dei migranti. Nel loro rapporto “La realtà dell’accordo UE-Turchia” sono indicati oltre 29 mila arrivi registrati dall’UNHCR dal 20 marzo 2016, in gran parte persone provenienti da Siria, Iraq e Afghanistan. Politiche che calpestano i diritti dei rifugiati e dei richiedenti asilo – si sottolinea – costringendoli a sopravvivere in condizioni disumane, spesso in strutture sovraffollate nelle isole greche” (ANSAMed). Si parla anche di “condizioni disumane”, nelle quali donne e bambini (rispettivamente il 21% e il 28% degli arrivi) hanno dovuto vivere negli ultimi 12 mesi. Le organizzazioni sono arrivate a queste conclusioni attraverso interviste e testimonianze di migranti, legali e altri operatori che sono passati per le isole di Chio, Lesbo e Samos, dove è arrivata la maggior parte dei richiedenti asilo.

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Studente classe '95 della Triennale al SID, udinese, arbitro di calcio. Amo leggere, ascoltare, il teatro. Cerco storie che parlino di persone e di frontiere dietro casa. Un futuro prossimo remoto nel giornalismo, collaboro con il Messaggero Veneto e Mangiatori di cervello. Se poi mi avanza tempo salverò il mondo, ma con calma.

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