Una tavola rotonda su Occidente e Islam in ricordo di Khaled Fouad Allam

Khaled Fouad Allam (Foto Lettera43)
Khaled Fouad Allam (Foto Lettera43)

Ci sono poche persone che possono essere descritte come un “ponte” tra culture diverse. Tra queste c’era Khaled Fouad Allam, sociologo nato algerino ma naturalizzato italiano ed ex professore all’Università di Trieste di Sociologia del mondo musulmano e Storia e istituzioni dei paesi islamici, scomparso nel luglio dell’anno scorso a Roma a causa di una malattia che lo tormentava già da tempo.

In suo ricordo, giovedì 6 ottobre si è tenuta nell’Aula Magna del Sid una tavola rotonda coordinata dal prof. Diego Abenante, incentrata proprio su “Islam e Occidente”: a parlarne c’erano il prof. Stefano Allievi dell’Università di Padova, prof. Paolo Branca della Cattolica di Milano e i prof. Giuseppe Ieraci e Federico Battera dell’Università di Trieste. Un’occasione per analizzare uno dei temi più sensibili dell’attualità odierna, oggetto di importanti studi di Fouad Allam.

Al centro del discorso di Allievi è stato il contatto tra mondo europeo e chi professa la religionee islamica, provocando una serie di reazioni che sono diverse in ognuno degli individui. C’è quindi chi si radicalizza o chi si apre al mondo nuovo, ma più spesso i primi sono addirittura i nipoti di chi emigrò per primo, che non vedono nei genitori lo stesso attaccamento alla fede dei nonni. Oppure sono radicalisti che si islamizzano, venendo a contatto addirittura per la prima con l’Islam.

Da sinistra a destra: Ieraci, Allievi, Abenante, Branca, Battera
Da sinistra a destra: Ieraci, Allievi, Abenante, Branca, Battera (foto Ivan Bianchi)

Per Branca il tema dovrebbe coinvolgere più attivamente la comunità musulmana, perché come ha fatto notare si parla tanto di essa ma non con essa. E ciò è sicuramente colpa dell’Occidente, così com’è improduttivo opporsi alla costruzione di moschee, ostacolando così il diritto alla libertà religiosa; ma non tutto dipende dalla nostra società, come ha precisato Ieraci che vede, in certi punti della fede islamica, delle violazioni inaccetabili del nostro diritto e non solo.

Molto interessante è stato quindi il dibattito che ha visto i docenti presenti esporre la propria visione sul tema, dove filosofia occidentale e la spettacolarizzazione scenica dell’Isis hanno offerto porte da aprire per chiarire le numerose differenze che esistono. Ciò non significa però che Islam e Occidente siano due elementi insovrapponibili, come ha subito specificato Abenante all’inizio dei lavori: si tratta di trovare il giusto meccanismo per far muovere i due ingranaggi senza troppi attriti, cercando di capire nelle parole di Fouad Allam che cosa significhi relazionarsi con un mondo apparentemente lontano e in realtà vicinissimo a noi.

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Studente classe '95 della Triennale al SID, udinese, arbitro di calcio. Amo leggere, ascoltare, il teatro. Cerco storie che parlino di persone e di frontiere dietro casa. Un futuro prossimo remoto nel giornalismo, collaboro con il Messaggero Veneto e Mangiatori di cervello. Se poi mi avanza tempo salverò il mondo, ma con calma.

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