Un’Olanda senza randagi

Da qualche settimana è arrivata l’estate, e con essa, come ogni anno, un’emergenza che viene ripetuta ogni anno dai telegiornali nostrani: l’aumento esponenziale degli animali domestici – gatti, ma soprattutto cani – che vengono abbandonati prima di partire per le vacanze. Benchè questa piaga venga spesso considerata un problema secondario, c’è però un paese europeo che da quest’anno vanta un interessante primato. I Paesi Bassi, infatti, hanno annunciato di essere ufficialmente liberi dai randagi, e questo senza aver dovuto ricorrere alla soppressione di animaletti la cui unica colpa è quella di aver conosciuto degli esseri umani crudeli. Qual è il loro segreto?

Il primo passo è stato sicuramente sociale: è infatti aumentata con gli anni la consapevolezza e il senso di responsabilità degli olandesi, che considerano la brutalità sugli animali un crimine orrendo. A questo hanno concorso sicuramente, c’è da dirlo, le multe salatissime – fino a 16 000 euro, e nei casi più gravi anche l’incarcerazione fino a tre anni senza la possibilità di uscire su cauzione – a cui va incontro chi abbandona o maltratta gli animali. Nel momento in cui si decide di comprare o adottare un nuovo amico a quattro zampe, comunque, i padroni sono educati a pensare ai propri nuovi amici come, appunto, a degli amici, e non a degli oggetti usa-e-getta di cui è facile stancarsi. Questa opera di sensibilizzazione della popolazione è accompagnata da alcune leggi che disincentivano l’acquisto di animali, favorendone piuttosto l’adozione, attraverso tasse e imposte piuttosto elevate.

Oltre a questo, il governo olandese ha promosso una campagna di sterilizzazione gratuita degli animali domestici, per far sì che i cuccioli “indesiderati” fossero abbandonati, diventando randagi. Ogni animale dev’essere, ovviamente, inserito in un registro insieme ai dati del padrone e sembre riconoscibile – spesso grazie alla nuova tecnologia che permette di iniettare loro con un sistema praticamente indolore di chip sottopelle – in modo da identificare facilmente il responsabile in caso di abbandono. Nonostante questo, rimangono pochi casi isolati in cui cani e gatti vengono lasciati soli: anche in questo caso, vengono salvati dalla dura vita di strada e dal dolore dell’abbandono grazie a un controllo accurato delle strade, che permette di salvare tutti gli animali trovati e ricollocarli in una nuova famiglia più amorevole. Praticamente inesistente è ormai il fenomeno del sovraffollamento dei canili – che in Italia invece è in certi casi endemico, con alcune strutture che ospitano fino a quattro volte tanto il numero di animali che potrebbero legalmente detenere.

“Ci sono problemi più gravi”, diranno i soliti benaltristi. Se questo è innegabile, ciò non toglie che i Paesi Bassi possano essere un ottimo esempio a cui ispirarsi per abbattere un problema che di anno in anno stenta a scomparire, soprattutto se si pensa che sono stimati ad oltre 600 000 i cani randagi in Italia, e a più di 2 milioni i gatti. Benchè sia entrata in vigore ancora nel 1991 la Legge quadro per la prevenzione del randagismo (n.281/91), infatti, è evidente come il problema nel nostro paese sia lontano dall’essere risolto. Kant diceva che “si può conoscere il cuore di un uomo dal modo in cui tratta gli animali”: che sia così anche per gli stati?

About Viola Serena Stefanello 83 Articles
Ex siddina talvolta nostalgica di Gorizia, studia Giornalismo e Diritti Umani a Parigi dopo essersi innamorata della stampa con Sconfinare. Appassionata di troppe cose per elencarle tutte.

2 Comments on Un’Olanda senza randagi

  1. L’Olanda può cedere per legge animali vaganti alla sperimentazione animale? L’olanda, diversamente dai paesei del nord europa, considera illegale lo stupro su animali? Sono due domande a cui una ricerca seria sulle leggi olandesi potrebbe dare risposte interessanti per leggere poi l’articolo in una ottica a 360 gradi. Grazie. Ester

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