Viva l’Italia, viva gli Italiani!

La lista delle cose che rendono il nostro Paese così speciale, secondo la redazione di Sconfinare.

La lista che segue raccoglie le cose più belle e caratteristiche dell’essere Italiani, per i membri della nostra Redazione. E’ un elenco in ordine sparso, perché era difficile, e ingiusto, fare una classifica tra queste parole. Alcune sono più “classiche”, ma non mancano le sorprese. Ognuna di esse è fortemente soggettiva, ma messe tutte insieme, danno uno specchio piuttosto fedele di ciò per cui possiamo dire, oggi 17 marzo 2011, 150mo compleanno dell’Unità d’Italia, “Viva l’Italia, Viva gli Italiani”, al di là di ogni facile retorica. E’ una lista volutamente parziale, con grandi esclusi; ma è sicuramente molto ricca. A voi lettori, ora, il compito di completarla, aggiungendo parole, e commentando le nostre scelte.

Lo spritz con l’Aperol. Il bidet. Carla Fracci. Fracchia e Fantozzi. La pasta col ragù e la pasta al pesto. La Dolce Vita. Roma Città Aperta. Cinecittà ai tempi d’oro. La storia siamo noi. Il campionato. I borghi. Le Dolomiti. Oriana Fallaci e Indro Montanelli. De Gregori, De Andrè, Gaber e Rino Gaetano. Gli 883. L’arte. I Bronzi di Riace. L’Italia di Rugby che vince con la Francia al Flaminio. Le campane della domenica. I pettegolezzi in dialetto. Il romanaccio e la favella toscana. La lingua italiana e chi la sa parlare bene. Roberto Baggio. La mamma. Il caffè. Troisi e Benigni dei tempi d’oro. Il liceo classico. Il Giorno della Civetta di Sciascia. La briscola nei bar di paese. La calza della Loren, che come lei nessuna mai. “Signora Felicita” di Gozzano, “Davanti a San Guido” di Carducci e “L’arte della gioia” di Goliarda Sapienza. Si stava meglio quando si stava peggio. Giovannona Coscialunga. Mario Bava, Antonio Margheriti, Joe D’Amato e tutto il filone B-Movies. Sergio Leone. Ennio Morricone. Lino Banfi quando faceva il porco e non il nonno. Bud Spencer e Terence Hill. Calvino. Pasolini. L’intervallo al cinema. La parmigiana. La valle dei Templi. I Magredi. L’uso dei gesti per comunicare. L’università, tanto valida e tanto maltrattata. Il SID. Amarcord.. Il miscelatore automatico del rubinetto. I Promessi Sposi. La bellezza, l’eleganza e la raffinatezza delle nostre donne. La cucina povera. Le chiacchiere dei vecchietti. Le mille associazioni sul territorio. Mi turo il naso e voto. Toldo agli Europei del 2000 che para tre rigori. Il chinotto. La capacità di distinguere il cibo buono da quello cattivo, e l’abbigliamento bello da quello brutto. Interisti prendete casa a Madrid: si va in finale. L’autoironia, e fanculo al nazionalismo permaloso. La Scala. Le chiacchierate rumorose. Il Piave; anzi, LA Piave. La solidarietà. Il pasticcio della mamma al pranzo della domenica. Le feste dell’unità. La capitale. Il vitello dai piedi di balsa. Le serate in osmica. Il Great Complotto. Il ‘Va Pensiero’ diretto da Muti. Il cappuccino. Tex e Dylan Dog. Ratman. Sconfinare. La DC e il PCI. Il Tocai. L’oratorio. La Girella. “Ghe  sboro!”. Le trentine. Il Parini e il Beccaria. La politica filo-araba degli anni ’80. Il Rinascimento. A come atrocità doppiatì come terremoto e traggedia I irdiddio L come lago di sangue e A come Adesso vengo e ti sfascio le corna. 1934, 1938, 1982, 2006. Il cielo è azzurro sopra Berlino. Il rock progressivo degli anni ’70: gli Area, le Orme e il Banco del Mutuo Soccorso. E la PFM. La pasta all’uovo. La Franciacorta. Il Lambrusco. Gian Maria Volontè. ClaudiaCardinale. La Bellucci. L’arte di sapersi arrangiare. Le trippe in umido. Le Quattro Stagioni di Vivaldi. Primo Carnera e Nino Benvenuti. Bruno Pizzul. Il prosciutto di San Daniele. Gli architetti e i designer italiani che vengono fuori sui giornali italiani solo quando realizzano un progetto all’estero. “Robberto!” della Loren quando consegna l’Oscar a Benigni. Perché in ogni pizzeria al mondo, ti senti un po’ a casa. Perché in ogni museo antico al mondo, ti senti un po’ a casa. Le magliette con striscia nera obliqua come alternativa all’obbligo delle cinture di sicurezza. Il Divo. Le pedalate in Graziella. Le discese ardite, e le risalite. L’avere tre salite come lo Stelvio, il Gavia ed il Mortirolo  a 10 km l’una dal’altra e vederle scalare tutte insieme dal nostro campione del mondo in sella ad una italianissima Pinarello. Le campagne e le colline. La sedia gigante di Manzano. I Pitura Freska a Sanremo. La pizza napoletana. Machiavelli. La lancia Ypsilon. L’Antimafia. I tonnarelli cacio e pepe. Enrico Caruso. Claudio Villa e Nilla Pizzi. Anna Falchi da giovane. Mediterraneo. Palazzo Ducale. L’autocritica feroce. L’amarone della Valpolicella. Perché se non la festeggiassi ora, dovrei aspettare di avere 73 anni. Perché, nonostante l’Europa unita e tutto il resto, spero di festeggiarla ancora quando avrò 73 anni.

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Sconfinare è il periodico creato dagli Studenti di Scienze Internazionali e Diplomatiche dell'Università degli Studi di Trieste - Polo di Gorizia. La firma "Redazione" indica comunicati, notizie e pubblicazioni speciali curate da un amministratore o da più autori.

5 Comments on Viva l’Italia, viva gli Italiani!

  1. Bellooooo!!! Però in questo formato non si capisce una mazza.

    Aggiungerei in seguito a questo mio commento “Ipercritici ma a fin di bene” :)!!!

  2. Chi ha aggiunto le trentine??? Diego??? ;) ci siamo dimenticati “un terzo del patrimonio artistico culturale mondiale” e scusate se è poco..
    Bezi

  3. complimenti! aggiungiamoci il Presidente Napolitano e le Frecce Tricolori.
    Ti fanno sentire orgogliosi di essere italiani…. e non è facile di questi tempi!

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